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UNGDCEC contro l’eliminazione di sconto in fattura e cessione del credito

/ REDAZIONE

Giovedì, 28 marzo 2024

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“Modificare, per l’ennesima volta, le carte in tavola, comprimendo pesantemente un diritto sul quale cittadini, imprese e professionisti avevano dato per certo, è una scelta che avrà conseguenze pesanti”. Così Francesco Cataldi, Presidente dell’Unione giovani commercialisti, ha commentato l’approvazione, da parte del Consiglio dei Ministri, del decreto che elimina ogni tipo di sconto in fattura e cessione del credito per tutte le tipologie di bonus edilizi.

Come spiegato in conferenza stampa dal Ministro all’Economia, Giancarlo Giorgetti, il decreto che introduce misure urgenti in materia di agevolazioni fiscali prevede anche l’abrogazione dell’istituto della remissione in bonis, che avrebbe consentito, con il pagamento di una minima sanzione, la comunicazione funzionale alla fruizione dei benefici fino al 15 ottobre 2024.

Per la comunicazione dell’opzione tra sconto in fattura e cessione del credito, dunque, rimane solo la scadenza ordinaria del 4 aprile. “Ci viene detto – sottolinea Cataldi in una nota stampa diffusa ieri – che tale modifica si è resa necessaria al fine di conoscere l’ammontare del complesso delle opzioni esercitate e delle cessioni stipulate: ma non sarebbe stato più ragionevole, a questo punto, chiedere l’invio di una comunicazione, per tutte le tipologie di crediti, al fine di acquisire i dati necessari? Ci sembra sbagliato intervenire in extremis, mentre in altre sedi si porta alta la bandiera della compliance, finalizzata a un tanto agognato miglior rapporto tra Fisco e contribuente”.

Secondo Leonardo Nesa, Vicepresidente dell’associazione sindacale, quanto contemplato dal decreto legge “porterà a conseguenze devastanti per gli operatori. L’unico principio che continua a essere bistrattato è la tutela dell’affidamento; la quale dovrebbe invece rappresentare il fulcro dell’intero sistema di diritto, non esclusivamente in ambito tributario”.

L’auspicio è dunque che si possano “correggere in extremis” tali previsioni, prima della loro formalizzazione definitiva, e soprattutto che “tra gli equilibri di bilancio (fondamentali) e l’appropriatezza della tecnica legislativa (parimenti imprescindibile), i nostri governanti tengano a mente la necessità di mantenere viva la fiducia in capo a cittadini e contribuenti”.

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