X

Informativa

Questo sito, e gli strumenti di terze parti richiamati, utilizzano cookie indispensabili per il funzionamento tecnico del sito stesso e utili alle finalità illustrate nella Cookie Policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la Cookie Policy.

Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie nella modalità sopra indicata.

Recupera Password

Non sei ancora registrato? Clicca qui

Sabato, 18 gennaio 2020 - Aggiornato alle 6.00

FISCO

Esenzione ICI a prescidere dall’accatastamento

Può trovare applicazione per gli enti religiosi dotati del requisito soggettivo che dimostrino che l’attività sia svolta con «modalità non commerciali»

/ Antonio PICCOLO

Sabato, 14 settembre 2019

La Cassazione, con l’ordinanza n. 22223/2019, è tornata a ribadire che il regime di esenzione ICI, previsto dall’art. 7, comma 1, lettera i) del DLgs. n. 504/1992, si applica soltanto in presenza di determinate e concrete condizioni soggettive e oggettive, fra le quali non rientra la classificazione catastale dell’immobile nel quale è svolta l’attività meritevole di trattamento di favore.

La vicenda è sorta, ancora una volta, tra un ente religioso e Roma capitale in ordine al corretto trattamento ICI di alcuni immobili utilizzati – secondo l’ufficio comunale – come “casa per ferie”, ma classificati nelle categorie catastali A/2 (Abitazioni di tipo civile), A/10 (Uffici e studi privati) e B/1 (Collegi e convitti, educandati; ricoveri; orfanotrofi; ospizi;

...

CONTENUTO RISERVATO AGLI ABBONATI

ABBONANDOTI POTRAI AVERE UN ACCESSO
ILLIMITATO A TUTTI GLI ARTICOLI

ACCESSO ABBONATI

Recupera Password

Non sei ancora un utente abbonato
e vuoi saperne di più?

TORNA SU