Per opzione donna utili anche i periodi assicurativi maturati in Ue, Svizzera e Paesi SEE
L’INPS, con la circolare n. 59 pubblicata ieri, ha fornito indicazioni sulla pensione anticipata c.d. opzione donna ex art. 1 comma 138 della L. 30 dicembre 2023 n. 213.
L’Istituto ricorda che, per il perfezionamento del requisito contributivo, sono utili anche i periodi assicurativi maturati all’estero in Paesi ai quali si applica la regolamentazione dell’Unione europea in materia di sicurezza sociale (Stati dell’Ue, Svizzera e Paesi SEE) e in Paesi legati all’Italia da convenzioni bilaterali di sicurezza sociale, rispettando il minimale di contribuzione per l’accesso alla totalizzazione internazionale previsto dalla normativa comunitaria (52 settimane) o dalle singole convenzioni bilaterali. Possono essere totalizzati, inoltre, anche i periodi maturati nel Regno Unito sia antecedentemente che successivamente alla data del 31 dicembre 2020.
Le lavoratrici in possesso dei requisiti anagrafico e contributivo, per accedere a opzione donna devono trovarsi anche in specifiche condizioni, tra le quali vi è l’essere lavoratrici dipendenti o licenziate da imprese per le quali è attivo un tavolo di confronto per la gestione della crisi aziendale presso la struttura per la crisi d’impresa di cui all’art. 1 comma 852 della legge 27 dicembre 2006 n. 296. L’INPS specifica che, per le lavoratrici che perfezionano i requisiti richiesti nel corso dell’anno 2023, il tavolo di confronto per la gestione della crisi aziendale deve risultare attivo al 1° gennaio 2024, data di entrata in vigore della norma, o risultare attivato in data successiva.
Vietate le riproduzioni ed estrazioni ai sensi dell’art. 70-quater della L. 633/1941