La campagna elettorale sta finendo in modo divisivo, distorsivo, deludente
Gentile Redazione,
nonostante gli auspici (si veda, fra gli altri, il mio precedente intervento “Rappresentare la Categoria richiede una visione chiara della professione”), la campagna elettorale per il rinnovo del Consiglio Nazionale si sta concludendo in maniera divisiva, distorsiva, deludente.
Divisiva, per i toni purtroppo utilizzati da molti attori a vario titolo coinvolti. Distorsiva, perché l’eccessivo ricorso a storytelling abbelliti, omissioni mnemoniche storiche e rivendicazioni passate mai sopite, non ha aiutato a comprendere i termini dei problemi via via posti all’attenzione mediatica. Deludente, perché la Categoria si meriterebbe qualcosa di diverso dalla mera conta dei voti e dalle barricate fra tribù di appartenenza. Beninteso, a vario titolo e con vari gradi di inconsapevole colpa, ciò è avvenuto con il contributo di entrambi gli schieramenti e con il permesso dei Consigli locali che non hanno ritenuto di sottrarsi a quanto stava avvenendo. Peraltro, e questo meriterebbe un diverso e ulteriore approfondimento, anche con un utilizzo “improprio” dei canali di comunicazione istituzionali.
Alcune polemiche rilanciate via social non v’era infatti ragione di leggerle (in specie, vicende elettorali passate, che peraltro avevano coinvolto come parte attiva – in ruoli diversi: uno da presidente nazionale di allora, l’altro di segretario di uno dei due Ordini locali dal voto contestato – entrambi gli attuali candidati presidenti; o, dall’altra sponda, vicende giudiziali e deontologiche legate a un singolo iscritto di un Ordine che esprime un attuale Consigliere nazionale), poiché andrebbero semmai discusse ed analizzate conoscendo (tutti) i fatti e le documentazioni connesse. Altre sono state di per sé divisive (finanche “urticanti”, a mio modo di vedere), riaprendo discussioni via social sui risultati dell’unificazione tra dottori e ragionieri o sulla suddivisione territoriale degli appoggi a ciascuna delle liste oggi contrapposte. Altre ancora semplicemente discutibili, connesse ai (presunti o meno che siano) risultati raggiunti dalla consiliatura uscente e se e quanto abbelliti dagli storytelling prima richiamati.
Ma poco si è discusso di quel che sarebbe davvero servito. Pochi confronti pubblici, vuoi in parte per colpa di chi di volta in volta si è sottratto al confronto e vuoi forse per colpa della timidezza degli Ordini locali che non ne hanno fatto richiesta. Pochi confronti nel merito dei programmi futuri, con una Professione sempre più schiacciata dagli adempimenti burocratici e ancora in cerca di una nuova identità e di capacità di attrazione verso nuove leve di iscritti. E, sullo sfondo, un progetto di riforma del 139 solo apparentemente condiviso e tuttora poco “conosciuto” dalla larga parte dei Colleghi nei suoi aspetti più delicati (e, peraltro, non del tutto certo di non subire ulteriori modifiche nei passaggi legislativi di approvazione).
Tra richiami all’inclusività (mancata) e appelli alla continuità (che però non è un valore in sé), i Consigli locali sono quindi fra pochi giorni chiamati a decidere, auspicando che ciò avvenga in maniera consapevolmente informata e non per mera appartenenza in cambio di spazi di visibilità futura. Quello che c’è da augurarsi, a questo punto, è che chiunque vinca si ponga davvero come rappresentante di tutti, agendo – in rottura con gli schemi passati – in maniera inclusiva senza ghettizzare l’altra parte, cercando di coinvolgere tutte le forze della Categoria, anche sindacali, verso un obiettivo comune e senza cedere a (nuovi) personalismi divisivi. Rappresentando appieno i diversi interessi specifici che ciascuno di noi, col nostro lavoro, riempie con dignità e dedizione, e superando le forze centrifughe che sembrano talvolta scomporre il nostro lavoro in molteplici attività, distinte fra loro per percorsi formativi e iscrizioni varie (finanche “esterne”, a volte).
Solo così si potrà ambire (finalmente) ad essere credibili come Categoria e non come singoli.
Francesco M. Renne
Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Varese
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