Rimodulazione del tax credit per le imprese di esercizio cinematografico
Il testo unificato delle proposte di legge in materia è stato approvato ieri dalla Camera
È stato approvato ieri alla Camera, e passa ora all’esame del Senato, il testo unificato delle proposte di legge in materia di cinema (A.C. T.U. 2360, 2578, 2731, 2794, 2969-A).
Le nuove disposizioni prevedono, tra l’altro, la rimodulazione, dal 2028, della misura agevolativa spettante alle imprese di esercizio cinematografico ex art. 17 comma 1 della L. n. 220/2016.
L’attuale disciplina prevista dall’art. 17 della L. 220/2016 riconosce:
- alle imprese cinematografiche, un credito d’imposta in misura non inferiore al 20% e non superiore al 40% delle spese complessivamente sostenute per la realizzazione di nuove sale o il ripristino di sale inattive, per la ristrutturazione e l’adeguamento strutturale e tecnologico delle sale cinematografiche, per l’installazione, la ristrutturazione, il rinnovo di impianti, apparecchiature, arredi e servizi accessori delle sale. In favore delle piccole e medie imprese, l’aliquota massima di cui al precedente periodo può essere innalzata fino al 60% (comma 1);
- alle industrie tecniche e di post-produzione, un credito d’imposta, in misura non inferiore al 20% e non superiore al 30% delle spese sostenute per l’adeguamento tecnologico e strutturale del settore (comma 2).
È, altresì, specificato che il decreto volto a definire le aliquote da riconoscere alle varie tipologie di opere ovvero di impresa o gruppi di imprese e alle varie tipologie di sala cinematografica tiene conto, fra l’altro, della esistenza della sala cinematografica in data anteriore al 1° gennaio 1980 (comma 3). In proposito, si rammenta che, ai sensi dell’art. 21, comma 1 il decreto con il quale il Ministro della cultura effettua il riparto del Fondo per il cinema e l’audiovisivo, stabilisce il limite massimo complessivo dei crediti d’imposta disciplinati dalla medesima legge n. 220 del 2016.
Le nuove disposizioni approvate (all’art. 5), come evidenziato dal dossier del 3 agosto 2026, modificano la natura della misura agevolativa spettante alle imprese di esercizio cinematografico di cui all’art. 17 comma 1 della L. 220/2016 (con la sostituzione del medesimo comma 1 e l’inserimento dei commi da 1-bis a 1-quater), prevedendo, in luogo del credito d’imposta previsto dalla vigente disciplina, la concessione, a decorrere dall’anno 2028, di incentivi nella forma di contributi diretti, esenti da imposizione fiscale. Viene infatti prevista la sostituzione della rubrica del citato art. 17, che sarebbe rinominata “Incentivi alle sale cinematografiche e credito d’imposta per le industrie tecniche e di post-produzione”.
I contributi per le imprese di esercizio cinematografico saranno destinati al sostegno delle attività e alla copertura dei costi concernenti:
- il funzionamento delle sale cinematografiche e la realizzazione di nuove sale e nuovi schermi;
- il ripristino delle sale cinematografiche inattive;
- gli interventi di ristrutturazione e di adeguamento strutturale e tecnologico;
- gli interventi di trasformazione funzionale delle sale cinematografiche, in particolare di quelle inattive o in condizioni di crisi, finalizzati all’integrazione di attività culturali ulteriori rispetto alla programmazione cinematografica, con mantenimento della funzione principale della sala.
L’entità dei contributi sarà definita secondo criteri di proporzionalità e diversificazione tenuto conto della dimensione dell’impresa beneficiaria, stabiliti dalla programmazione triennale, prevedendo specifiche maggiorazioni per le sale cinematografiche storiche.
Costituiscono priorità nell’assegnazione dei contributi le domande relative a interventi o progettualità localizzate in province e città metropolitane caratterizzate da una bassa densità di schermi cinematografici in rapporto alla popolazione residente, al fine di ridurre gli squilibri territoriali nell’offerta cinematografica e favorire l’accesso alla fruizione culturale nelle aree meno servite.
Con un successivo decreto del Ministero della Cultura, di concerto con il Ministero dell’Economia e finanze, saranno stabiliti i requisiti di accesso, i parametri per il calcolo dell’entità dei contributi, nonché le modalità, i termini e le procedure per la presentazione delle domande, per l’erogazione delle risorse e per la verifica del mantenimento della destinazione d’uso e della funzione principale della sala cinematografica.
Vietate le riproduzioni ed estrazioni ai sensi dell’art. 70-quater della L. 633/1941