Chiudi senza accettare

Informativa

Questo sito, e gli strumenti di terze parti richiamati, utilizzano cookie indispensabili per il funzionamento tecnico del sito stesso e utili ad avere un'esperienza di navigazione migliorata e funzionale al tipo di dispositivo utilizzato, secondo le finalità illustrate nella Cookie Policy.
Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, puoi farlo in qualsiasi momento selezionando Gestisci le preferenze.

Recupera Password

Non sei ancora registrato? Clicca qui

Mercoledì, 17 agosto 2022 - Aggiornato alle 6.00

FISCO

Da escludere la sanzione penale se quella tributaria «soddisfa» lo Stato

La CEDU ribadisce l’orientamento della sentenza «Grande Stevens»; rileva la severità della sanzione tributaria

/ Ivo CARACCIOLI

Mercoledì, 3 settembre 2014

x
STAMPA

download PDF download PDF

La sentenza della Corte Europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo del 4 marzo 2014 sul noto caso “Grande Stevens”, poi confermata dalla Grande Chambre, con la quale è stato affermato che la regola del “ne bis in idem” non vale solo all’interno del processo penale ma anche per i rapporti tra sanzioni penali e sanzioni amministrative (in un’ipotesi relativa a violazioni concernenti le comunicazioni alla CONSOB), ha trovato successivamente un’ulteriore applicazione anche per quanto riguarda i rapporti tra reati tributari ed illeciti fiscali (sentenza CEDU del 20 maggio 2014 n. 11828/11, Nykaenen c. Finlandia).

La controversia traeva origine da un’ispezione fiscale nei confronti di un imprenditore in relazione alla mancata dichiarazione di ...

CONTENUTO RISERVATO AGLI ABBONATI

ABBONANDOTI POTRAI AVERE UN ACCESSO
ILLIMITATO A TUTTI GLI ARTICOLI

ACCESSO ABBONATI

Recupera Password

Non sei ancora un utente abbonato
e vuoi saperne di più?

TORNA SU