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Via libera della Cassa Dottori al bilancio 2014

/ REDAZIONE

Giovedì, 23 aprile 2015

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La CNPADC ha approvato ieri il bilancio d’esercizio 2014 e l’assestamento al budget 2015, con un avanzo corrente di 557 milioni, a cui devono essere aggiunti anche i 37 milioni di extra-rendimenti rispetto a quelli riconoscibili agli iscritti sui montanti contributivi individuali (come si legge nel comunicato stampa diffuso, su questo fronte la Cassa auspica che pervenga a breve l’approvazione, da parte dei Ministeri Vigilanti, della delibera che consente l’incremento del tasso di capitalizzazione dei contributi versati dagli iscritti fino al limite di bilancio tecnico pari al 2,5%).

Inoltre, risultano ottimi i risultati della gestione del patrimonio, che ha fruttato quest’anno 229 milioni, a fronte di un costo per pensioni di circa 242 milioni.
Il patrimonio netto dell’Ente si attesta a circa 5,9 miliardi di euro, al di sopra dei risultati attesi nel bilancio tecnico della Cassa, pari a 24,2 volte le pensioni di periodo (era di 17,7 nel 2008).

Risultano confortanti – prosegue il comunicato – i numeri della gestione tecnico-previdenziale: gli iscritti aumentano da 60.383 a 62.655, mentre i pensionati sono 6.694, con un rapporto iscritti/pensionati ben oltre le 9 unità. I ricavi per contributi si attestano a 737,5 milioni (680 milioni nel 2013, con un +8,6%), mentre il costo delle pensioni passa da 227 a 242 milioni (+6,5%).

“Quest’anno il bilancio ha fatto registrare un avanzo «record» – ha commentato il Presidente della Cassa Renzo Guffanti –. Parlo di avanzo e non di utile, così come andrebbe sostituito il termine «risparmio» a «patrimonio», in quanto le risorse che annualmente accantoniamo altro non sono che risparmi che i nostri associati versano per accantonare le riserve necessarie a far sì che la Cassa possa investirle per riconoscere loro prestazioni adeguate in futuro. Il bilancio ci conforta sul fronte della sostenibilità finanziaria del sistema nel lungo periodo. Al tempo stesso, l’auspicio è che possiamo essere messi nelle condizioni di poter garantire una sempre maggiore adeguatezza delle prestazioni riducendo il drenaggio delle risorse da parte dello Stato”. (Redazione)

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