Secondo l’ANC spiragli positivi per i minimi nelle ipotesi allo studio del Governo
Il recente annuncio del Sottosegretario all’Economia Enrico Zanetti, sulla nuova configurazione del regime dei minimi allo studio del Governo, rappresenta sicuramente una buona notizia per i professionisti. L’ha reso noto oggi con un comunicato stampa l’ANC.
Nel dettaglio – si legge nel comunicato – stando alle parole del Sottosegretario, con la nuova legge di stabilità si intende prevedere l’innalzamento della soglia di fatturato da 15 mila a 30 mila euro e l’applicazione di un’aliquota del 5% per i primi cinque anni di attività delle start up.
L’ANC, che non ha mancato di evidenziare i limiti della riforma contenuta nella precedente legge di stabilità, accoglie con favore la volontà del Governo di rimettere mano a un provvedimento che colpisce i professionisti.
“Lo scorso anno, di questi tempi – afferma il Presidente Marco Cuchel – l’ANC denunciava come la riforma del regime dei minimi rappresentasse per molti professionisti una penalizzazione economica, in grado di determinare conseguenze tutt’altro che marginali. Sono tanti gli studi professionali, in particolar modo quelli piccoli e poco strutturati, che ancora oggi devono fare i conti con la precarietà e per loro la possibilità o meno di beneficiare del regime fiscale agevolato può fare la differenza. È una situazione, questa, di cui riceviamo testimonianza ogni giorno da parte di colleghi, i quali segnalano all’ANC le loro difficoltà ed esprimono il loro disagio”.
Su alcuni aspetti della riforma – prosegue il comunicato – si stanno aprendo evidentemente spiragli positivi; c’è però un elemento rispetto al quale l’ANC intende ribadire la sua ferma contrarietà ed è l’introduzione della forfetizzazione dei costi, in forza della quale il reddito imponibile sarà determinato applicando un coefficiente di redditività differenziato a seconda della tipologia di attività. Secondo l’associazione, il principio di questa soluzione, già sperimentata e poi abbandonata nel nostro Paese, non è funzionale all’obiettivo generale, la cui priorità dovrebbe essere indiscussa, di disincentivare e contrastare comportamenti omissivi e reati fiscali. (Redazione)
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