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Lunedì, 20 maggio 2019 - Aggiornato alle 6.00

LETTERE

La categoria deve essere unita nell’interlocuzione istituzionale

Martedì, 14 maggio 2019

Gentile Direttore,
anche quest’anno gli Stati Generali organizzati dal Consiglio Nazionale sono stati un utile momento per poter riflettere e ascoltare quello che la politica pensa di noi commercialisti. Proprio i politici intervenuti, di qualsiasi schieramento, ci hanno lanciato un invito chiaro e preciso: l’unità della nostra categoria nell’interlocuzione istituzionale.

Tutti, compresi i nostri validi colleghi di governo e non, hanno chiesto che i commercialisti abbiano un’unica voce e non una pluralità di interlocutori, che alla fine indeboliscono le nostre posizioni e le nostre proposte, a vantaggio invece di altre categorie che si relazionano unitariamente.

Quindi, considerato che a Roma erano presenti i vertici di tutto il mondo sindacale e istituzionale della nostra professione, non possiamo che auspicare che tale invito sia prontamente raccolto e che d’ora in poi si faccia sintesi e si formulino proposte da parte di tutti, ma che siano rappresentate e presentate alle istituzioni dal nostro Presidente e dal Consiglio nazionale. Potrà sembrare difficile, ma se anteponiamo a qualsiasi legittimo interesse di bottega l’autorevolezza e la credibilità che potremmo acquisire con una categoria unita, forse potremmo vedere esitate tante nostre legittime richieste che migliorerebbero anche la nostra quotidiana attività professionale.

Il Manifesto ha confermato la centralità della nostra attività professionale e del nostro fondamentale ruolo per l’economia e le casse del Paese.

Alcuni spunti di riflessione per migliorare i nostri prossimi incontri vorrei lasciarli a tutti noi:
- gli Stati Generali del 10 maggio sono stati rivolti a tutti i Consiglieri degli Ordini locali, avendo avuto il giorno precedente la riunione dei Presidenti. Bene, è importante che si ascoltino i Consiglieri. Lo spazio per il dibattito interno, che è mancato a Roma, è fondamentale che ci sia. Scambiare punti di vista, esperienze e riflessioni sulla nostra attività di Consiglieri è importante per tutti, perché il consesso dei Presidenti non sempre è rappresentativo del pensiero dei Consiglieri;

- darebbe forse più forza e maggiore condivisione se il Manifesto, che viene presentato alle forze politiche e alle istituzioni, fosse frutto anche della partecipazione e del coinvolgimento degli Ordini locali. Potrebbe essere l’occasione affinché anche negli Ordini si parli di politica della nostra professione e non solo di crediti formativi. Far sentire tutti i colleghi coinvolti nei processi partecipativi della nostra categoria avrebbe anche l’effetto di aumentare lo spirito di appartenenza che oggi purtroppo è fortemente compromesso;

- si è appreso che nella riunione dei Presidenti si è iniziato a parlare già delle elezioni che si terranno il prossimo anno. Un invito a tutti noi. Utilizziamo il tempo che ci separa per stimolare seri dibattiti partecipativi interni e che abbiano come principale obiettivo quello di coinvolgere tutti i colleghi nella formazione dei programmi e nella scelta dei rappresentant. Cerchiamo di coinvolgere nelle rappresentanze istituzionali, a qualsiasi livello, le migliori e autorevoli esperienze al nostro interno, che abbiano una vera visione del futuro della professione. In questo modo riusciremmo anche a evitare che tanti mediocri colleghi, approfittando del disinteresse nella partecipazione, occupino immeritatamente ruoli all’interno della professione, avendo come effetto quello di allontanare tanti validi colleghi e di mortificare l’immagine di noi commercialisti.


Antonio Griner
Consigliere ODCEC di Trani

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