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Venerdì, 29 maggio 2020 - Aggiornato alle 6.00

NOTIZIE IN BREVE

Sufficiente la riorganizzazione aziendale per la legittimità del licenziamento per motivo oggettivo

/ REDAZIONE

Venerdì, 19 luglio 2019

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La Cassazione, con la sentenza n. 19302 depositata ieri, ha confermato l’orientamento giurisprudenziale per il quale, ai fini della legittimità del licenziamento per giustificato motivo oggettivo, è sufficiente ogni modifica della struttura organizzativa dell’impresa che abbia quale effetto la soppressione di una determinata posizione lavorativa, indipendentemente dall’obiettivo perseguito dall’imprenditore, sia esso una migliore efficienza o un incremento della produttività, oppure la necessità di far fronte a situazioni economiche sfavorevoli o a spese straordinarie.

Il datore di lavoro non deve, dunque, necessariamente provare l’andamento economico negativo dell’azienda, in quanto è sufficiente una riorganizzazione aziendale – con conseguente soppressione del posto e risoluzione del rapporto di lavoro – anche al solo fine di ottenere una migliore efficienza gestionale o un incremento della redditività dell’impresa (tra le pronunce che hanno per prime sostenuto tale impostazione si ricorda la n. 4015/2017).

La sentenza in commento rileva che la legittimità del recesso è comunque condizionata dall’effettività della ragione obiettiva dichiarata dall’imprenditore, così come dal nesso causale tra tale ragione e la soppressione della posizione lavorativa.
È richiesta quindi la dimostrazione che le ragioni inerenti all’attività produttiva, all’organizzazione del lavoro e al regolare funzionamento di essa ex art. 3 della L. 604/66, anche se dirette a una migliore efficienza gestionale o a un incremento dei profitti, siano realmente esistenti e abbiano determinato un effettivo mutamento dell’assetto organizzativo attraverso la soppressione di un’individuata posizione lavorativa.

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