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Giovedì, 9 aprile 2020 - Aggiornato alle 12.50

NOTIZIE IN BREVE

I commercialisti chiedono al MEF di estendere i provvedimenti per il coronavirus alle «zone gialle»

/ REDAZIONE

Venerdì, 28 febbraio 2020

Con una lettera inviata ieri dal Presidente Massimo Miani al Ministro dell’Economia Roberto Gualtieri, il CNDCEC ha chiesto di estendere le misure contenute nel decreto del 24 febbraio 2020 anche ai soggetti residenti o stabiliti nelle cosiddette “zone gialle”, che stanno subendo limitazioni lavorative e di mobilità analoghe a quelle dei Comuni delle “zone rosse” e comunque molto rilevanti e anche a tutti i clienti degli studi dei commercialisti aventi sede in queste aree.

Per quanto riguarda l’estensione delle misure ai clienti dei commercialisti delle “zone rosse” e “gialle” – si legge nel comunicato diffuso ieri – Miani scrive che “è necessaria l’introduzione di una norma dal contenuto analogo a quello secondo cui, nel 2012, erano stati prorogati, senza sanzioni, i termini di versamento e gli adempimenti fiscali e contributivi effettuati o a carico di professionisti che avessero avuto sede o operassero nei Comuni coinvolti dal sisma che colpì l’Emilia, anche per conto di aziende e clienti non operanti in quel territorio, nonché di società di servizi e di persone in cui i soci residenti nei predetti comuni rappresentassero almeno il 50 per cento del capitale sociale”.

“In tal modo – conclude Miani – un professionista con studio nel territorio dei Comuni delle zone rosse e, per quanto auspicabile, nei Comuni delle zone gialle, impossibilitato quindi a svolgere con regolarità la propria attività, potrà sospendere i termini di versamento e gli adempimenti fiscali (e, doverosamente, anche contributivi) per tutti i propri clienti, compresi quelli residenti o aventi sede legale o operativa fuori dalle zone interessate dall’emergenza epidemiologica da COVID-19, trattandosi di adempimenti che per essere effettuati richiedono necessariamente un’attività prodromica da parte del professionista debitamente incaricato ubicato nelle zone a rischio”.

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