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Per Confprofessioni gli studi possono ripartire in sicurezza, ma l’attenzione deve restare massima

/ REDAZIONE

Sabato, 25 aprile 2020

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“Dopo oltre due mesi di blocco forzato delle attività produttive, gli studi professionali possono riaprire, rispettando rigorosamente le misure di sicurezza previste dal Protocollo integrato”. Così Gaetano Stella, Presidente di Confprofessioni ha commentato l’accordo siglato ieri dalle parti sociali sull’aggiornamento del protocollo relativo alle misure di contrasto al COVID-19 negli ambienti di lavoro.

Il documento, che rinnova le disposizioni definite nel protocollo firmato lo scorso 14 marzo, prevede il rafforzamento di alcune misure relative all’utilizzo dei dispositivi di protezione individuale e alla sanificazione straordinaria degli ambienti di lavoro, così come al distanziamento delle postazioni e alla previsione di orari differenziati di entrate e uscita dagli uffici.
Ci sono specifiche disposizioni, inoltre, anche per quanto riguarda la figura del medico del lavoro che, ha commentato Stella, “in questa fase assume un ruolo di assoluto rilievo, perché dovrà certificare anche l’avvenuta negativizzazione dei lavoratori risultati positivi al COVID-19”.

Ricordiamo che alcuni studi professionali, come ad esempio quelli dei commercialisti, pur ricorrendo allo smart working, non hanno mai chiuso completamente i battenti, perché alle prese con scadenze e adempimenti anche in questo periodo di emergenza.

Anche nel loro caso, si dovranno applicare le disposizioni contenute nel protocollo in materia di sicurezza del luogo di lavoro. A partire dal 4 maggio, si prospetta una “riapertura graduale anche per venire incontro ai problemi di mobilità dei trasporti connessi alla fase 2”. In quest’ottica, ha concluso il Presidente di Confprofessioni, “si è deciso di valorizzare ulteriormente il lavoro a distanza, potenziando il ricorso agli strumenti di smart working. Ma stiamo valutando l’ipotesi di richiedere una forma di decontribuzione per garantire continuità alle attività professionali e alleggerire il sovraccarico dei trasporti”.

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