X

Informativa

Questo sito, e gli strumenti di terze parti richiamati, utilizzano cookie indispensabili per il funzionamento tecnico del sito stesso e utili alle finalità illustrate nella Cookie Policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la Cookie Policy.

Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie nella modalità sopra indicata.

Recupera Password

Non sei ancora registrato? Clicca qui

Martedì, 20 ottobre 2020 - Aggiornato alle 6.00

NOTIZIE IN BREVE

Termine di consegna dei documenti dei lavoratori esposti a radiazioni ionizzanti esteso a 9 mesi

/ REDAZIONE

Martedì, 29 settembre 2020

x
STAMPA

Con un comunicato pubblicato ieri nella sezione “Notizie” del proprio portale, il Ministero del Lavoro ha richiamato la novità apportata dal DLgs. 101/2020, attuativo della direttiva 2013/59/Euratom, che stabilisce norme fondamentali di sicurezza relative alla protezione contro i pericoli derivanti dall’esposizione alle radiazioni ionizzanti. Il citato decreto, si ricorda, abroga il DLgs. 230/1995 con decorrenza 27 agosto 2020.

In particolare, l’art. 140 comma 4 del DLgs. 101/2020 stabilisce che la consegna dei documenti sanitari personali, unitamente ai documenti di cui all’art. 132 comma 1 lettere d) ed e) del medesimo decreto, da parte del medico addetto alla sorveglianza sanitaria, avviene adesso entro 9 mesi dalla cessazione del rapporto di lavoro o dalla cessazione dell’attività di impresa comportante esposizioni alle radiazioni ionizzanti (rispetto ai precedenti 6 mesi previsti con il DLgs. 230/1995).

Tali documenti devono essere consegnati all’INAIL, il quale assicura la loro conservazione nel rispetto dei termini e delle modalità previste dalla stessa disposizione.
Su richiesta motivata del medico autorizzato, e valutate le circostanze dei singoli casi, il Ministero del Lavoro può concedere una proroga ai predetti termini di consegna.

TORNA SU