Credito locazioni anche per l’indennità provvisoria pagata tra lo scadere della concessione e il rinnovo
L’indennità provvisoria corrisposta, al Comune proprietario, dal concessionario di un immobile che lo utilizza per attività commerciali, nell’attesa del rinnovo della concessione scaduta, può, in presenza delle condizioni di legge, accedere al credito d’imposta sui canoni di locazione di immobili a uso non abitativo, di cui all’art. 28 del DL 34/2020.
Lo afferma l’Agenzia delle Entrate nella risposta a interpello n. 120, pubblicata ieri.
La risposta traspone, nell’ambito del contratto di concessione di immobili pubblici, il chiarimento già fornito dalla risposta n. 34/2021 con riferimento all’indennità di occupazione pagata dal conduttore dopo la risoluzione del contrato (si veda “Bonus locazioni anche per chi ha pagato l’indennità di occupazione” del 12 gennaio 2021).
In particolare, l’Agenzia ribadisce che, tenuto conto della ratio agevolativa, ai soli fini del credito d’imposta locazione, il rapporto tra le parti in causa da cui scaturisce l’obbligo di pagamento dell’indennità possa essere assimilato a quello scaturente dal contratto di locazione, di leasing o di concessione di immobili, nonostante le indiscusse differenze a livello civilistico tra i due istituti.
Nel caso esaminato dalla risposta n. 120/2021, la società istante aveva stipulato con il Comune di Milano un contratto di concessione, avente a oggetto alcuni immobili in cui la società esercitava la propria attività commerciale. La concessione era scaduta nel 2016 (dopo 18 anni) ma, per ragioni non dipendenti dal concessionario, non era ancora stata rinnovata, sebbene la società avesse continuato a occupare l’immobile. Nel 2020, è stata avviata la procedura per il rinnovo della concessione, che, tuttavia, al momento non risulta ancora perfezionata.
La società concessionaria ha corrisposto l’indennità provvisoria, per l’occupazione dell’immobile, nei mesi di spettanza del credito locazioni (nel caso di specie, si trattava di marzo, aprile, maggio e giugno, nonché ottobre, novembre e dicembre 2020) e, quindi, chiedeva se potesse accedere al credito d’imposta sui canoni di concessione, ex art. 28 del DL 34/2020, per tale periodo.
L’Agenzia delle Entrate conferma la possibile spettanza del credito, assimilando l’indennità provvisoria al canone di concessione, purché, naturalmente, sussistano le altre condizioni per l’accesso al tax credit.
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