X

Informativa

Questo sito, e gli strumenti di terze parti richiamati, utilizzano cookie indispensabili per il funzionamento tecnico del sito stesso e utili alle finalità illustrate nella Cookie Policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la Cookie Policy.

Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie nella modalità sopra indicata.

Recupera Password

Non sei ancora registrato? Clicca qui

Giovedì, 28 ottobre 2021 - Aggiornato alle 6.00

LETTERE

La situazione delle elezioni è ormai ingestibile

Sabato, 2 ottobre 2021

x
STAMPA

Gentile Redazione, 
le elezioni della nostra categoria, convocate per l’11 e 12 ottobre, non si celebreranno.

Si aprono scenari inattesi, sorprendenti, che lasciano i Colleghi basiti: una situazione ormai ingestibile in cui, per dinamiche di potere, al di fuori degli interessi di categoria, è stato superato ogni limite di decenza.

Cosa succederà ora?

Innanzitutto, la decisione del TAR, prima cautelare il prossimo 12 ottobre e poi nel merito (ma quando?) del ricorso proposto dal Collega Ruscetta con risvolti, sotto il profilo del diritto amministrativo, tutti da valutare, ma comunque, temo, con conseguenze comunque catastrofiche:
- il TAR respingere il ricorso, il CNDCEC potrebbe convocare nuove elezioni, lasciando però spazio all’appello al Consiglio di Stato con l’alea del successivo annullamento della nuova convocazione o, peggio, di elezioni celebrate nelle more del procedimento;
- oppure il TAR accogliere il ricorso, dunque il CNDCEC non poteva, né potrà convocare le elezioni, anche qui sia con l’alea di un eventuale ricorso al Consiglio di Stato della parte soccombente sia, peggio, se si affermerà la decadenza del CNDCEC, una valanga di conseguenze imprevedibili per gli atti compiuti.

Conseguenze immediate, in un caso o nell’altro: elezioni rinviate sine die in attesa di certezze che oggi non ci sono né, purtroppo, ci saranno nel breve.

Possiamo come categoria tollerare questa situazione?

Rimanere nell’incertezza con tempi ormai dilatati ben oltre la ragionevolezza e non rinnovare la nostra Governance Locale e Nazionale?

Avere una classe dirigente di categoria che ha dimostrato di non essere in grado di gestire il processo democratico di rinnovo dei propri esponenti?

A questo punto, penso personalmente, catastrofe per catastrofe, forse sarebbe meglio commissariare gli Organi in prorogatio, si ricominci da capo almeno con la tutela di garanzia legale e organizzativa del Ministero di Giustizia, senza l’alea di ricorsi e controricorsi di parte e strumentali.

O almeno, in un impeto di decenza dell’ultimo minuto, che le parti in causa si impegnino a non ricorrere al Consiglio di Stato dopo la decisione del TAR del prossimo 12 ottobre e l’udienza di merito.

Se non altro, in una situazione desolante e svilente per tutti, si riuscirebbe così, probabilmente, ad accelerare la convocazione della competizione elettorale.


Daniele Bernardi
Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Milano

TORNA SU