Valida la procura redatta in lingua straniera
Per le Sezioni Unite l’uso dell’italiano è obbligatorio solo per gli atti processuali
Con la sentenza n. 17876 depositata ieri, 2 luglio 2025, le Sezioni Unite della Corte di Cassazione si sono pronunciate sulla validità della procura alle liti redatta all’estero in lingua straniera, priva di traduzione in italiano e della relativa attività certificativa. La Suprema Corte ha stabilito che tale procura è comunque valida.
La questione affrontata riguardava se, nelle ipotesi di legalizzazione o in applicazione della Convenzione dell’Aja del 5 ottobre 1961 e della Convenzione di Bruxelles del 25 maggio 1987, la traduzione in italiano della procura e della certificazione costituisse un requisito di validità. In particolare, la Corte era chiamata a chiarire:
- se il giudice possa prescindere dalla traduzione, qualora conosca la lingua in cui l’atto è redatto;
- se debba ...
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