Detassati i contributi «indiretti» per coronavirus concessi dal Comune
Con la risposta a interpello n. 58 di ieri, 31 gennaio, l’Agenzia delle Entrate ha affermato che rientra nell’ambito applicativo dell’art. 10-bis del DL 137/2020, essendo quindi detassato, il contributo “indiretto” corrisposto dal Comune ai consorzi per le spese di istruttoria finalizzate alla concessione di fidi alle imprese del territorio.
Nel caso di specie, il Comune ha dichiarato di voler erogare un contributo “indiretto” alle imprese del territorio, corrisposto a copertura delle spese connesse all’erogazione di prestiti volti a garantire maggiore liquidità alle attività economiche comunali, necessaria ad affrontare le difficoltà finanziarie originatesi a seguito dell’emergenza epidemiologica da COVID-19.
L’Agenzia delle Entrate, ha quindi ritenuto, in applicazione dell’articolo 10-bis del DL 137/2020 (c.d. DL “Ristori”), che le sovvenzioni in esame non assumano rilevanza ai fini delle imposte sui redditi e non siano, quindi, da assoggettare, al momento dell’erogazione, alla ritenuta a titolo di acconto prevista dall’art. 28 comma 2 del DPR 600/73.
L’Agenzia rileva inoltre che, nel rispetto dello spirito del legislatore che con l’agevolazione in esame ha inteso fornire strumenti straordinari volti a sostenere le attività economiche nella situazione emergenziale legata al COVID-19, il regime di esenzione in parola è riconosciuto nel presupposto che tali sostegni economici siano strettamente connessi all’emergenza pandemica e, come richiesto espressamente dal citato art. 10-bis, siano “diversi da quelli esistenti prima della medesima emergenza”.
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