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Stop definitivo per il disegno di legge sull’equo compenso

/ REDAZIONE

Mercoledì, 14 settembre 2022

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A un passo dal traguardo, il disegno di legge sull’equo compenso per i professionisti si arena definitivamente, almeno per questa legislatura. Nel corso della conferenza dei capigruppo del Senato, tenutasi ieri, non si è, infatti, riusciti a trovare l’accordo sul testo del provvedimento, le cui sorti erano legate alla delega fiscale, sostenuta soprattutto dal centrosinistra.
“Abbiamo proposto di portare in Aula prima il disegno di legge sull’equo compenso, poi la delega fiscale – ha spiegato all’Ansa Luca Ciriani, capogruppo di Fratelli d’Italia (partito primo firmatario del DdL., frutto dell’unificazione delle proposte normative di Lega, Fi e M5s Luca Ciriani) – ma il Governo non ha voluto”.

Il disegno di legge era stato approvato in prima lettura alla Camera nell’ottobre 2021 e, dopo una lunga gestazione, era stato licenziato dalla Commissione Giustizia del Senato, senza modifiche, il 29 giugno scorso. Per l’approvazione definitiva, dunque, mancava solo la discussione e la votazione nell’aula di Palazzo Madama, calendarizzata per il 20 luglio. Tutto saltato con l’apertura della crisi di Governo, le dimissioni del Presidente del Consiglio Draghi (che proprio il 20 luglio riferiva alle Camere) e la chiusura anticipata della legislatura.

Nelle ultime settimane, soprattutto su impulso di FdI, si è fatto un ultimo tentativo per cercare di portare a conclusione l’iter di approvazione del provvedimento, ma le differenti posizioni dei vari partiti sul testo hanno precluso questa possibilità. Differenze che riflettono la spaccatura che si è registrata anche all’interno delle stesse professioni, tra i Consigli degli Ordini che premevano per la repentina approvazione e gli esponenti sindacali che, invece, chiedevano una sostanziale modifica del provvedimento, soprattutto in merito alle sanzioni comminate ai professionisti che accettano un compenso non equo.

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