Componenti in OCI rilevanti per il test di vitalità
Con la risposta a interpello n. 527, pubblicata ieri, l’Agenzia delle Entrate ha indicato che i componenti positivi rilevati nell’Other comprensive income (OCI) da parte di un soggetto che adotta i principi contabili internazionali (IAS/IFRS) rilevano all’interno dei ricavi e dei proventi dell’attività caratteristica, ai fini del test di vitalità ex art. 172 comma 7 del TUIR.
Nell’ambito di una fusione inversa, la società incorporante (una holding) aveva contabilizzato, scegliendo una delle tre categorie previste dall’IFRS 9, gli investimenti in equity (in specie, partecipazioni con percentuali di possesso inferiori al 20%, detenute senza finalità di trading), optando per il metodo di contabilizzazione delle variazioni di fair value a OCI (FVTOCI).
La società iscriveva, dunque, componenti in contropartita in un’apposita riserva del patrimonio netto, senza transito a Conto economico dei plus/minusvalori al momento della vendita.
L’Amministrazione finanziaria specifica che tali componenti rilevano ai fini del calcolo dei ricavi nel test di vitalità, in quanto essi, nel caso in cui la società avesse optato per una contabilizzazione diversa dall’imputazione ad OCI (quindi secondo il metodo del FVTPL – fair value to Profit & Loss – o secondo il metodo del costo ammortizzato), sarebbero stati contabilizzati in una voce del Conto economico rilevante ai fini del test.
La posizione, estensiva rispetto al riferimento della norma all’ammontare di ricavi e di proventi dell’attività caratteristica ex art. 2425 c.c., muove nel solco della linea inaugurata dall’Agenzia delle Entrate nella ris. 10 aprile 2008 n. 143, dove si era indicato che per le holding possono essere considerati ricavi dell’attività caratteristica anche i proventi finanziari iscritti nelle voci C.15 e C.16 del Conto economico, oltre ai ricavi e i proventi delle voci A.1 e A.5.
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