Utilizzabile in compensazione il tax credit autotrasportatori per il caro carburante
Con la ris. n. 65 di ieri, l’Agenzia delle Entrate ha istituito il codice tributo “6989” per l’utilizzo, tramite modello F24, del credito d’imposta per gli autotrasportatori in relazione all’aumento dei prezzi del gasolio.
L’art. 3 del DL 50/2022 convertito ha previsto un credito di imposta nella misura del 28% della spesa sostenuta nel primo trimestre dell’anno 2022 per l’acquisto del gasolio impiegato dagli autotrasportatori di veicoli, di categoria euro 5 o superiore, utilizzati per l’esercizio di attività di trasporto, al netto dell’IVA, comprovato mediante le relative fatture d’acquisto.
Con decreto del Ministero delle Infrastrutture e della mobilità sostenibili del 13 luglio 2022 e con decreto direttoriale del 29 luglio 2022 sono state stabilite le disposizioni attuative.
Il bonus è utilizzabile esclusivamente in compensazione ai sensi dell’art. 17 del DLgs. 241/97, presentando il modello F24 tramite i servizi telematici offerti dall’Agenzia delle Entrate.
Inoltre, i citati decreti stabiliscono che il Ministero delle Infrastrutture trasmette telematicamente all’Agenzia l’elenco delle imprese ammesse a fruire dell’agevolazione e l’importo del credito concesso, nonché le eventuali variazioni e revoche anche parziali.
Ogni beneficiario può visualizzare l’ammontare dell’agevolazione fruibile tramite il proprio cassetto fiscale.
Come detto, la ris. n. 65 ha istituito il codice tributo “6989”, denominato “credito d’imposta per l’acquisto di gasolio per l’esercizio delle attività di trasporto - art. 3 del decreto-legge 17 maggio 2022, n. 50” che va esposto nella sezione “Erario”, in corrispondenza delle somme indicate nella colonna “importi a credito compensati”, ovvero, nei casi in cui il contribuente debba procedere al riversamento dell’agevolazione, nella colonna “importi a debito versati”. Il campo “anno di riferimento” è valorizzato con l’anno di sostenimento della spesa, nel formato “AAAA”.
L’Agenzia delle Entrate, in fase di elaborazione dei modelli F24, verifica che i contribuenti siano presenti nell’elenco dei beneficiari trasmesso dal Ministero delle Infrastrutture e che l’ammontare del credito d’imposta utilizzato in compensazione non ecceda l’importo indicato in tale elenco, pena lo scarto del modello F24, tenendo conto anche delle eventuali variazioni e revoche successivamente trasmesse dal Ministero.
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