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NOTIZIE IN BREVE

Stabilite le modalità di versamento dei tributi per il registro informatico dei pegni non possessori

/ REDAZIONE

Venerdì, 7 aprile 2023

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L’Agenzia delle Entrate, con il provvedimento n. 120760 di ieri, ha stabilito le modalità di versamento dei tributi e dei diritti dovuti per la registrazione del titolo e per l’esecuzione delle formalità relative al registro informatico dei pegni mobiliari non possessori, di cui all’art. 1 comma 4 del DL 59/2016, e per la relativa consultazione. Il registro, si ricorda, non è ancora operativo: si attende un apposito comunicato da parte dell’Agenzia.

Il DL 59/2016 ha introdotto, a garanzia dei crediti inerenti all’attività d’impresa, la facoltà di costituire un pegno su beni determinabili o determinati, senza che il creditore debba privare il debitore del possesso degli stessi, cosicché quest’ultimo possa continuare a utilizzare i beni, anche trasformandoli o sostituendoli con beni analoghi.
La pubblicità del pegno avviene mediante iscrizione in un registro digitale, tenuto dall’Agenzia delle Entrate e istituito con il DM 114/2021, che, tuttavia, non è ancora operativo, non essendo stata comunicata dall’Agenzia la relativa data di attivazione (come prevede l’art. 12 del DM).

Il provvedimento di ieri prevede che le somme dovute per:
- l’iscrizione, la rinnovazione, la cancellazione dell’iscrizione del pegno o l’annotazione di una vicenda modificativa del rapporto;
- la registrazione dell’atto costitutivo del pegno non possessorio, dell’atto contenente il consenso o l’ordine per la cancellazione o dell’atto attestante la vicenda modificativa di cui si richiede l’annotazione;
andranno versate con addebito su un conto aperto presso un intermediario della riscossione, convenzionato con l’Agenzia e intestato a una delle parti oppure al suo rappresentante, il cui IBAN va indicato in fase di presentazione della richiesta.

Analoga modalità di pagamento è prevista per le somme dovute per la consultazione del registro (in particolare, l’imposta di bollo sui certificati e sulle copie, nonché sulle relative istanze e i diritti di certificazione).
I diritti di visura, invece, andranno pagati attraverso la piattaforma PagoPA.

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