Dubbi sulla legittimità del contributo straordinario contro il caro bollette per il 2022
La Corte di Giustizia tributaria di I grado di Roma, con l’ordinanza del 27 giugno 2023 pubblicata in Gazzetta Ufficiale Serie Speciale – Corte Costituzionale n. 44 del 2 novembre 2023, ha rinviato alla Corte Costituzionale il giudizio sulla legittimità del contributo straordinario contro il caro bollette a carico delle imprese operanti nel settore energetico per l’anno 2022, di cui all’art. 37 del DL 21 marzo 2022 n. 21.
Il contributo, si ricorda, è previsto per l’anno 2022 a carico dei soggetti che producono, importano, distribuiscono o vendono energia elettrica, gas naturale o prodotti petroliferi, se almeno il 75% del volume d’affari dell’anno 2021 deriva dalle suddette attività. La base imponibile del contributo straordinario è costituita dall’incremento:
- del saldo tra le operazioni attive e le operazioni passive, riferito al periodo dal 1° ottobre 2021 al 30 aprile 2022;
- rispetto al saldo del periodo dal 1° ottobre 2020 al 30 aprile 2021.
Il contributo si applica nella misura del 25% nei casi in cui il suddetto incremento sia superiore a 5 milioni di euro e non è dovuto se l’incremento è inferiore al 10%.
La società ricorrente ritiene che la descritta norma sia costituzionalmente illegittima per:
- violazione degli artt. 23, 3 e 53 della Costituzione;
- genericità, indeterminatezza e irragionevolezza del presupposto.
La Corte di Giustizia tributaria di I grado di Roma dichiara rilevante e non manifestatamente infondata la questione di legittimità costituzionale dell’art. 37 del DL 21/2022 e sospende quindi il giudizio, ordinando la trasmissione degli atti alla Corte Costituzionale.
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