Simulare lo svuotamento della consistenza del terzo fideiussore è a rischio bancarotta
La Corte di Cassazione, nella sentenza n. 49786/2023, ha evidenziato come, in tema di bancarotta fraudolenta per distrazione, sia stata già riconosciuta la possibile rilevanza della prestazione di una garanzia fideiussoria o ipotecaria quando si tratti di attività estranea all’oggetto sociale posta in essere senza corrispettivo e determinando un pregiudizio economico per la società fallita (cfr. Cass. n. 32467/2013).
Si osserva, tuttavia, come tali indicazioni non siano, di per sé, trasferibili al caso in cui dovesse venire in rilievo la prestazione di garanzia fideiussoria ad opera di un terzo estraneo alla compagine societaria, la cui consistenza risulti svuotata da una simulata alienazione del proprio cespite di maggiore valore.
Rispetto a tale situazione, infatti, occorre prestare adeguata attenzione alla provenienza delle somme utilizzate per la simulata alienazione, potendosi ritenere integrata la fattispecie nel momento in cui risulti la fuoriuscita delle stesse dalle casse sociali.
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