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Lunedì, 20 maggio 2019 - Aggiornato alle 6.00

LAVORO & PREVIDENZA

NASpI compatibile con l’avvio dell’attività lavorativa

Il reddito annuo non deve però superare una soglia e l’importo dell’indennità viene ridotto

/ Noemi SECCI

Sabato, 18 maggio 2019

La NASpI (Nuova assicurazione sociale per l’impiego, art. 3 del DLgs. 22/2015), l’indennità di disoccupazione prevista per la generalità dei lavoratori subordinati, spetta anche nel caso in cui sia avviata un’attività lavorativa, sia subordinata che parasubordinata o autonoma.

In particolare, il disoccupato avente diritto alla NASPI che avvia un’attività di lavoro autonomo può continuare a percepirla (artt. 8 e 10 del DLgs. 22/2015; art. 34, comma 3, lett. b) del DLgs. 150/2015), purché il reddito annuo derivante dall’attività non superi 4.800 euro annui (si tratta della c.d. “no tax area” spettante in base alle detrazioni per redditi di lavoro autonomo), come chiarito dall’INPS (circ. INPS n. 194/2015). L’indennità è ridotta di un importo pari all’80% del reddito derivante dall’attività di lavoro, rapportato al periodo di tempo che intercorre tra la data di inizio dell’attività e la data di termine del godimento dell’indennità, o la fine dell’anno, se precedente.

Il reddito annuo previsto deve essere comunicato all’Istituto entro un mese dall’inizio dell’attività (o entro un mese dalla presentazione della domanda di NASPI, in caso di attività preesistente), tramite modello NASpI-Com. Nel caso in cui l’attività prosegua, deve essere inviata una nuova comunicazione NASpI-Com all’inizio di ogni nuovo anno solare, entro il 31 gennaio.

Lo stesso modello di comunicazione NASpI-Com deve essere utilizzato nell’ipotesi in cui sia avviata una nuova attività di lavoro subordinato o parasubordinato. L’invio della comunicazione NASPI-Com in presenza di una nuova assunzione in qualità di lavoratore dipendente, tuttavia, è necessario solo se il datore di lavoro non è tenuto all’invio ai servizi per l’impiego della comunicazione obbligatoria preventiva di assunzione (modello Co. Unilav assunzione) o non può inviarla per altri motivi (ad esempio nell’ipotesi di fallimento dell’azienda).
Inoltre, la comunicazione deve essere inviata nell’ipotesi in cui sia possibile continuare a percepire l’indennità di disoccupazione, nonostante l’avvio di una nuova attività lavorativa, e l’importo del reddito presunto non sia indicato nel modello Co. Unilav.

A questo proposito, si osserva che, nel caso in cui sia avviata una nuova attività di lavoro subordinato, la NASPI è ridotta in misura pari all’80% del reddito previsto, in parallelo a quanto osservato in rapporto alla percezione dell’indennità durante lo svolgimento di un’attività lavorativa autonoma.

La percezione della NASpI ridotta, in presenza di un’attività di lavoro subordinato, è possibile soltanto qualora il reddito derivante dall’attività non superi gli 8.000 euro annui e il datore di lavoro o utilizzatore sia differente dal soggetto con cui è cessato il rapporto che ha determinato il diritto alla NASpI e non abbia con questi rapporti di collegamento o di controllo o assetti proprietari sostanzialmente coincidenti (circ. INPS n. 194/2015).
Se la soglia di reddito è superata, e il nuovo rapporto lavorativo ha una durata minore di 6 mesi, la NASpI è sospesa d’ufficio sino alla cessazione del rapporto. Se, oltre al superamento della soglia reddituale di 8.000 euro, si verifica anche il superamento della durata semestrale del contratto di lavoro, si decade dalla NASpI.
Nelle ipotesi descritte, se la NASpI è percepita in misura ridotta o è sospesa, la contribuzione derivante dall’attività lavorativa è utile sia ai fini della maturazione dei requisiti che danno diritto all’indennità di disoccupazione, sia ai fini della durata della stessa. La soglia reddituale di 8.000 euro si applica anche nel caso in cui la nuova attività lavorativa sia avviata sotto forma di lavoro parasubordinato.

Stessa disciplina se il reddito deriva da borse di studio e assegni di ricerca

La disciplina è la medesima anche nell’ipotesi in cui il reddito da cumulare alla NASPI derivi da borse di studio e assegni di ricerca, dallo svolgimento delle funzioni di amministratore, consigliere e sindaco di società. Se l’attività di lavoro svolta è occasionale, il reddito derivante è pienamente cumulabile con la NASpI, sino a 5.000 euro annui; se si tratta di un’attività sportiva dilettantistica, o di compensi derivanti da borse lavoro, stage e tirocini professionali, i compensi sono interamente cumulabili con la NASpI (circ. INPS n. 174/2017).
In caso di svolgimento, durante la percezione dell’indennità, di più attività lavorative di diversa tipologia (lavoro autonomo, parasubordinato, subordinato, occasionale), il reddito cumulabile con la NASpI non deve essere complessivamente superiore a 8.000 euro.

La riduzione dell’indennità è sempre operata dall’INPS: l’eventuale datore di lavoro, o committente, del percettore del sussidio non deve effettuare trattenute dagli stipendi o dai compensi erogati.

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