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LETTERE

Si dovrebbero introdurre procedure per accorciare il periodo dei dichiarativi

Giovedì, 7 dicembre 2023

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Spettabile Redazione,
alle prese con le richieste di informazioni dei clienti sul deposito del titolare effettivo e colleghi che chiedono se il deposito deve essere eseguito anche dai curatori fallimentari, riflettevo sull’auspicata revisione del calendario fiscale per il prossimo anno, che prevede l’invio delle dichiarazioni entro il 30 settembre 2024.

Bene. Sono certo che i colleghi del Consiglio nazionale o le diverse sigle sotto cui si riuniscono i Commercialisti avranno chiaramente rappresentato l’impossibilità di adempiere a tale termine. Sembra il buon auspicio di inizio anno (dimagrirò, farò sport, mi prenderò più tempo libero) per poi doversi scontrare con la realtà e quindi arrivare alla proroga dell’ultimo minuto, quando oramai il danno è fatto, in quanto l’attività per arrivare alla scadenza del 30 settembre non si programma a settembre ma già a gennaio. Quindi, oltre al danno la beffa.

Eppure, mi chiedo per quale motivo non si introducono fin da subito diverse procedure operative che permetterebbero di accorciare il periodo dei dichiarativi ed eliminerebbero numerosi adempimenti.

Alcune proposte:
- eliminazione delle LIPE in quanto i dati delle liquidazioni possono essere rilevati dall’Ufficio con la fattura elettronica;
- eliminazione di tutte le informazioni richieste nel quadro RS e a disposizione dell’Agenzia delle Entrate;
- eliminazione del quadro RU; eventualmente prevedere un invio separato per le informazioni richieste con questo quadro;
- eliminazione o comunque forte semplificazione dell’obbligo di predisposizione degli Intrastat;
- calcolo IMU da parte dei Comuni e quindi il contribuente deve solo confermare o meno il conteggio proposto;
- semplificazione per i professionisti di accesso con una sola delega al cassetto fiscale e previdenziale per estrarre i precompilati e le informazioni in possesso degli enti utili per i dichiarativi;
- moratoria richiesta documentazione per accertamenti 36-bis e 36-ter durante il periodo dei dichiarativi;
- eliminazione dell’IRAP e sostituzione con una maggiorazione IRES;
- eliminazione delle Certificazioni Uniche e del modello 770, utilizzando diversamente il flusso delle informazioni già in possesso dell’Ufficio con le buste paga e le fatture elettroniche;
- eliminazione calcolo ROL o comunque forte semplificazione dei criteri di determinazione della deducibilità degli interessi passivi;
- eliminazione del prospetto società di comodo;
- eliminazione del prospetto Riserve;
- precompilata IVA predisposta dall’Agenzia delle Entrate e da questa proposta per l’accettazione o la modifica da parte del contribuente.

Ogni tanto è bello sognare.


Sandro Nordio
Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Venezia

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