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Sabato, 23 maggio 2026 - Aggiornato alle 6.00

ECONOMIA & SOCIETÀ

Si complica il lavoro per la Bce

L’attività economica nella zona euro ha registrato a maggio la contrazione più marcata da oltre due anni e mezzo

/ Stefano PIGNATELLI

Sabato, 23 maggio 2026

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Dopo settimane di ampi movimenti prevalentemente all’insù, la settimana che si avvia a conclusione vede variazioni minime e prevalentemente al ribasso sui tassi eurozona mentre quelli americani si increspano.

Il quadro geopolitico resta molto incerto e le negoziazioni per la fine del conflitto segnano solo piccoli progressi; tuttavia i mercati, specie quelli azionari che su alcuni indici raggiungono massimi storici – sostenuti inoltre da buone trimestrali – credono sia imminente un accordo.

I rendimenti Bund vedono il 10 anni scendere al 3,06% (-3), l’Irs 10 al 3,10% (-2); sul breve il titolo tedesco a 2 anni è al 2,65% (-4), l’Irs 2 al 2,85% (-4). I rendimenti Usa salgono invece di 4 centesimi sul 10 e 2 anni rispettivamente al 4,57% e 4,08% (segui tassi e valute su www.aritma.eu).

In un contesto in cui il principale market mover resta la guerra Usa-Iran, c’è un certo ritorno a porre l’attenzione sui dati macro e dunque sulle attese di politica monetaria. I dati usciti in questi giorni giustificano almeno in parte la divergenza tra andamento dei tassi Ue ed Usa. Infatti gli indici di fiducia direttori acquisti (Pmi) deludono le attese in eurozona mentre risultano superiori negli Usa dimostrando che l’economia americana risente poco dei timori relativi al caro energia.

Dunque si complica il lavoro per la Bce dopo i dati sulla fiducia in eurozona. Crescita che rallenta e inflazione che sale. L’attività economica nella zona euro ha registrato a maggio la contrazione più marcata da oltre due anni e mezzo, in quanto l’impennata del costo della vita causata dalla guerra ha messo a dura prova la domanda di servizi e ha spinto l’inflazione complessiva dei prezzi input al livello più alto degli ultimi tre anni e mezzo.

L’indice composito flash è sceso a 47,5 a maggio – il livello più basso da ottobre 2023 – al di sotto delle attese che non prevedevano variazioni rispetto ad aprile. Un Pmi inferiore a 50 indica una contrazione dell’attività. La domanda complessiva ha subito un forte deterioramento. L’attività nel settore dei servizi, motore principale dell’economia si è contratta al ritmo più rapido da febbraio 2021, con il Pmi flash dei servizi sceso a 46,4 (attese 47,7). Le pressioni sui costi si sono intensificate bruscamente. L’inflazione dei prezzi input ha registrato un’accelerazione raggiungendo il massimo degli ultimi tre anni e mezzo. Anche i prezzi applicati ai clienti sono aumentati. Gli indicatori dei prezzi segnalano un’inflazione vicina al 4% nei prossimi mesi. Il mercato del lavoro ha subito un ulteriore deterioramento. Le aziende della zona euro hanno ridotto il personale per il quinto mese consecutivo.

Anche la Commissione europea segnala un rallentamento della crescita. L’impennata dei prezzi del greggio oltre i 100 dollari il barile spingerà al rialzo l’inflazione e peserà sul sentiment di imprese e famiglie afferma la Ce. Prima della fine di febbraio 2026, l’economia dell’Ue era destinata a continuare a crescere a un ritmo moderato, oltre a registrare un ulteriore calo dell’inflazione, ma le prospettive sono cambiate dall’inizio del conflitto.

La Commissione europea prevede ora che la crescita del prodotto interno lordo della zona euro rallenti allo 0,9% nel 2026, dall’1,3% del 2025, per poi risalire dell’1,2% nel 2027. La Commissione ha inoltre rivisto al rialzo le previsioni sull’inflazione, portandola al 3% nel 2026 rispetto all’1,9% precedentemente stimato e al 2,3% nel 2027 rispetto al 2%, rafforzando le argomentazioni a favore di un aumento dei tassi di interesse da parte della Banca centrale europea. È quasi certo che, stando alle previsioni di mercato e nonostante le dichiarazioni accomodanti di Lagarde di ieri pomeriggio, la Bce aumenterà i costi di indebitamento nella prossima riunione dell’11 giugno. I tassi Future incorporano due ulteriori interventi nei successivi 12 mesi.

Il calendario macro della prossima settimana potrà fornire informazioni aggiuntive sui prezzi con la Pce “core” Usa e la cpi di diversi Paesi eurozona (per il dato flash finale Ue bisognerà attendere il 2 giugno).

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