Sette linee di intervento per la tutela dei diritti delle persone con disabilità
Dal piano di azione emerge la finalità di superare l’impostazione assistenzialista, valorizzando talenti, competenze e potenzialità individuali
Con il DPR 12 marzo 2026, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 116 del 21 maggio 2026, è stato adottato il piano di azione per la promozione dei diritti e l’inclusione delle persone con disabilità.
Il piano individua sette linee di intervento corrispondenti ai principali ambiti nei quali si rende necessaria una tutela effettiva dei diritti delle persone con disabilità: accessibilità; salute e benessere; inclusione lavorativa; istruzione, università e formazione; progetto di vita; sicurezza inclusiva e cooperazione internazionale; sistemi di monitoraggio. Ogni linea di intervento si articola in specifiche linee d’azione, che costituiscono il livello “operativo” del piano e definiscono gli obiettivi da raggiungere, le attività da intraprendere, gli indicatori per valutare l’operato e i soggetti responsabili.
Particolare rilievo assume la linea di intervento dedicata all’“Inclusione lavorativa”, espressamente finalizzata a promuovere un’occupazione piena ed efficace per le persone con disabilità, superando l’impostazione “assistenzialista” e valorizzando i talenti, le competenze e le potenzialità individuali.
Tra gli obiettivi prioritari del piano figura il potenziamento e l’aggiornamento del sistema del collocamento mirato, attraverso interventi di modernizzazione che tengano conto, tra le altre cose, dell’evoluzione del mercato del lavoro e dei processi di digitalizzazione, al fine di aumentare i livelli occupazionali delle persone con disabilità e ridurre le disparità territoriali.
Viene inoltre in rilievo la necessità di garantire e promuovere lo sviluppo delle convenzioni quadro a livello territoriale (art. 14 del DLgs. 276/2003), nonché di incentivare il ricorso ai contratti riservati previsti dall’art. 61 del DLgs. 36/2023, che consentono alle stazioni appaltanti di riservare la partecipazione o l’esecuzione di appalti e concessioni a operatori economici e cooperative sociali il cui scopo sia l’integrazione di persone con disabilità o svantaggiate.
Centrale è anche il tema della transizione scuola-lavoro, rispetto al quale sono previsti interventi diretti a facilitare l’ingresso delle persone con disabilità nel mondo lavorativo mediante tirocini, certificazione delle competenze e strumenti di sostegno economico e formativo.
Il piano evidenzia inoltre l’esigenza di rafforzare ed estendere le tutele dei diritti delle persone con disabilità nell’ambito del rapporto di lavoro. Tra le misure indicate, assumono particolare rilievo: l’esclusione dal calcolo del periodo di comporto delle assenze determinate dalla condizione di disabilità derivante da patologie invalidanti che comportano limitazioni di lungo periodo; il divieto di trasferire senza il consenso il lavoratore con disabilità che necessiti di sostegno intensivo elevato o con riconoscimento di invalidità superiore all’80%; la promozione e la tutela del lavoro agile per persone con disabilità, a livello normativo e di contrattazione collettiva; il riconoscimento della tutela reale nei casi di licenziamento illegittimo per insussistenza di giusta causa o giustificato motivo.
Viene altresì individuata la necessità di operare una revisione delle norme vigenti in ambito previdenziale, prevedendo, tra le azioni programmate, la ridefinizione dei meccanismi di accesso al trattamento pensionistico mediante una rimodulazione dei requisiti anagrafici in relazione all’aspettativa di vita delle persone con disabilità.
Un ulteriore ambito di intervento riguarda la salute e la sicurezza sul lavoro nonché la promozione e il sostegno dell’applicazione degli accomodamenti ragionevoli. In tale prospettiva, il piano individua interventi di armonizzazione normativa relativi all’applicazione dell’art. 17 del DLgs. 62/2024 rispetto alla L. 99/2013 oltre all’individuazione di indicatori idonei a valutare l’eccessiva onerosità degli accomodamenti ragionevoli, quale limite alla loro applicazione.
Si valorizza poi il ruolo della contrattazione collettiva: l’obiettivo è quello di promuovere e sostenere il dialogo sociale volto alla valorizzazione delle diversità nel luogo di lavoro e alla promozione delle pari opportunità per le persone con disabilità e i loro caregiver. Ciò, mediante la previsione di incentivi specifici per la contrattazione collettiva che introduca istituti innovativi o integrativi rispetto alla normativa esistente (con riferimento, ad esempio, alla promozione dello smart working o della conciliazione tra tempi di vita e lavoro), nonché con la promozione di programmi di welfare previsti dalla contrattazione collettiva e aziendale che includano misure a favore delle persone con disabilità.
Infine, il piano dedica attenzione alla promozione del lavoro autonomo e dell’attività imprenditoriale delle persone con disabilità, prevedendo misure di sostegno, incentivi e strumenti di accompagnamento per l’avvio e l’esercizio di attività d’impresa, nonché interventi diretti a facilitare l’accesso alle professioni.
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