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Venerdì, 11 settembre 2026 - Aggiornato alle 6.00

INIZIATIVE DI CATEGORIA

L’ODCEC di Milano istituisce il «Consiglio Mirror»

/ REDAZIONE

Venerdì, 11 settembre 2026

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Coinvolgere i giovani commercialisti non soltanto come destinatari delle iniziative dell’Ordine, ma come protagonisti delle scelte che accompagneranno l’evoluzione della professione. Con questo obiettivo l’Ordine dei commercialisti di Milano ha deciso di istituire il “Consiglio Mirror”, un organismo consultivo composto esclusivamente da under 40 chiamati a formulare analisi, osservazioni e proposte sulle trasformazioni che stanno ridisegnando il lavoro dei professionisti.

Un’iniziativa che punta, dunque, a dare voce alle nuove generazioni proprio sui temi destinati a incidere maggiormente sul loro futuro: dall’intelligenza artificiale ai nuovi modelli organizzativi degli studi, dalle aggregazioni all’evoluzione delle competenze, fino all’attrattività della professione e alla qualità del lavoro.

“Il futuro della professione riguarda tutti e le nuove generazioni ne saranno protagoniste – ha spiegato tramite un comunicato stampa diffuso ieri il Presidente dell’ODCEC milanese, Edoardo Ginevra –. Per questo vogliamo coinvolgerle non soltanto come destinatarie delle iniziative dell’Ordine, ma come parte attiva nella lettura dei cambiamenti e nella costruzione delle risposte”.

Il Consiglio Mirror sarà composto da un massimo di 15 giovani iscritti all’Ordine milanese. Le candidature saranno raccolte attraverso un apposito avviso e la selezione terrà conto, oltre che della motivazione, della pluralità delle esperienze professionali, delle diverse fasi del percorso lavorativo, dell’equilibrio di genere e della disponibilità a partecipare con continuità alle attività.

Sul tavolo ci saranno, in particolare, le questioni che riguardano più da vicino l’ingresso e la permanenza dei giovani nella professione: accesso, avvio dell’attività, sviluppo delle competenze, tecnologia e intelligenza artificiale, organizzazione degli studi, aggregazioni e qualità del lavoro. Il nuovo organismo potrà inoltre approfondire temi sottoposti direttamente dal Consiglio dell’Ordine ed elaborare pareri e proposte. Il regolamento appena approvato prevede riunioni con frequenza almeno bimestrale, un programma di attività da trasmettere al Consiglio dell’Ordine entro sessanta giorni dall’insediamento, una relazione annuale entro febbraio e almeno una seduta congiunta all’anno tra i due organismi. Lo stesso Consiglio dell’Ordine designerà uno o più referenti al suo interno, che parteciperanno ai lavori del Consiglio Mirror senza diritto di voto.

Il modello si ispira alle esperienze degli shadow board, organismi con cui grandi organizzazioni affiancano ai propri vertici professionisti nelle prime fasi della carriera, e guarda anche alle iniziative già sviluppate a livello internazionale. Tra queste, lo Young Leaders Collective dell’IFAC, che coinvolge giovani professionisti, studenti e futuri accountant nel confronto sulle principali sfide della professione.

Il Consiglio Mirror rappresenta però soltanto uno dei tasselli della strategia con cui l’Ordine milanese punta ad avvicinare le nuove generazioni alla professione. Il programma di mandato, infatti, prevede un rafforzamento dei rapporti con le Università, l’aggiornamento delle convenzioni per i tirocini curriculari, una maggiore presenza dei professionisti nelle aule, la partecipazione ai career day, questionari rivolti agli studenti e l’avvio di programmi di mentorship.

Il filo conduttore di queste attività è accrescere l’attrattività della professione, creando un collegamento più diretto tra chi oggi si affaccia al mondo del lavoro e una categoria chiamata a confrontarsi con cambiamenti tecnologici, organizzativi e culturali sempre più rapidi. “Una professione capace di attrarre nuove energie è un valore per tutti”, ha continuato Ginevra, sottolineando la necessità di mettere in relazione il patrimonio di competenze costruito nel tempo con le aspettative e le prospettive delle generazioni più giovani. Il Consiglio Mirror, ha concluso, vuole essere “uno spazio di ascolto, confronto e proposta”, capace di contribuire alla costruzione di una professione “più aperta, attrattiva, moderna e capace di generare valore nel tempo”.

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