X

Informativa

Questo sito, e gli strumenti di terze parti richiamati, utilizzano cookie indispensabili per il funzionamento tecnico del sito stesso e utili alle finalità illustrate nella Cookie Policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la Cookie Policy.

Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie nella modalità sopra indicata.

Recupera Password

Non sei ancora registrato? Clicca qui

Domenica, 26 settembre 2021 - Aggiornato alle 11.50

IMPRESA

La società «paga» l’incremento fittizio di capitale

La Cassazione ha ribadito che l’iscrizione in bilancio di una partecipazione a valore sovrastimato giustifica la confiscabilità del profitto

/ Annalisa DE VIVO

Mercoledì, 16 aprile 2014

x
STAMPA

download PDF download PDF

Le nozioni di “interesse” e “vantaggio” enunciate dal DLgs. 231/2001 sono, ancora una volta, oggetto di attenzione da parte della giurisprudenza di legittimità. È stata depositata ieri la sentenza n. 16359/2014, con cui la Suprema Corte ha rigettato il ricorso proposto avverso un’ordinanza del Tribunale, di conferma del decreto di sequestro preventivo per equivalente emesso dal GIP nei confronti della società per azioni al centro di questa complessa vicenda.

In dettaglio, alla società era stato inizialmente contestato, ai sensi dell’art. 25-ter del DLgs. 231/2001, il reato di formazione fittizia del capitale sociale di cui all’art. 2632 c.c., realizzato attraverso un’operazione di incremento fittizio dello stesso mediante la rilevante sopravvalutazione

...

CONTENUTO RISERVATO AGLI ABBONATI

ABBONANDOTI POTRAI AVERE UN ACCESSO
ILLIMITATO A TUTTI GLI ARTICOLI

ACCESSO ABBONATI

Recupera Password

Non sei ancora un utente abbonato
e vuoi saperne di più?

TORNA SU