Chiudi senza accettare

Informativa

Questo sito, e gli strumenti di terze parti richiamati, utilizzano cookie indispensabili per il funzionamento tecnico del sito stesso e utili ad avere un'esperienza di navigazione migliorata e funzionale al tipo di dispositivo utilizzato, secondo le finalità illustrate nella Cookie Policy.
Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, puoi farlo in qualsiasi momento selezionando Gestisci le preferenze.

Recupera Password

Non sei ancora registrato? Clicca qui

Giovedì, 11 agosto 2022 - Aggiornato alle 6.00

PROFESSIONI

Falsa attestazione, a rischio l’esercizio della professione

Applicabile il divieto di svolgimento di attività per concreto pericolo di specifica recidiva

/ Michele BANA

Mercoledì, 3 settembre 2014

x
STAMPA

download PDF download PDF

L’art. 236-bis del RD n. 267/1942, introdotto dal DL n. 83/2014, ha previsto il reato di “Falso in attestazioni e relazioni”, operante nei confronti del professionista che – nell’attestazione del piano di risanamento di cui all’art. 67, comma 3, lett. d), L. fall. nelle relazioni di cui agli artt. 161, comma 3 e 182-bis, 182-quinquies e 186-bis L. fall. – ha esposto informazioni false, oppure ha omesso di riferirne una o più rilevanti. Sul punto, alle iniziali interpretazioni della dottrina (circ. CNDCEC 30/IR) hanno fatto seguito i primi orientamenti della giurisprudenza di merito.

Tra queste, vi è la recente ordinanza del 16 luglio 2014 del Tribunale di Torino, che ha applicato la misura interdittiva del divieto di esercitare la professione di dottore ...

CONTENUTO RISERVATO AGLI ABBONATI

ABBONANDOTI POTRAI AVERE UN ACCESSO
ILLIMITATO A TUTTI GLI ARTICOLI

ACCESSO ABBONATI

Recupera Password

Non sei ancora un utente abbonato
e vuoi saperne di più?

TORNA SU