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Mercoledì, 21 agosto 2019 - Aggiornato alle 6.00

NOTIZIE IN BREVE

Soggetti a ritenuta i proventi dei fondi di private equity «inerti»

/ REDAZIONE

Martedì, 16 luglio 2019

La risposta a interpello n. 236 del 15 luglio 2019 chiarisce che, sui proventi dei fondi di investimento alternativi (FIA, o AIF se si utilizza l’acronimo anglosassone) “inerti”, si applica la ritenuta prevista dall’art. 10-ter comma 2 della L. 77/83, ancorché essi non siano soggetti a vigilanza ai sensi della direttiva 2011/61/Ue.

Il caso analizzato dall’Agenzia delle Entrate riguarda un fondo di private equity di diritto inglese costituito sotto forma di limited partnership, con tutte le caratteristiche proprie dei FIA, non soggetto a vigilanza in virtù della clausola di salvaguardia contenuta nell’art. 61, paragrafo 3 della stessa direttiva 2011/61/Ue, secondo cui è possibile continuare a gestire tali fondi anche senza autorizzazione se non esistono investimenti supplementari effettuati dopo il 22 luglio 2013.

La risposta a interpello evidenzia che la stessa legge inglese ha regolamentato la fattispecie sulla base di tale normativa transitoria.
In considerazione del fatto che, in questo caso, è stata riconosciuta una regolamentazione dei FIA nello Stato estero conforme alla direttiva 2011/61/Ue, l’Agenzia delle Entrate, meglio specificando le indicazioni di carattere generale contenute nella circolare n. 21 del 10 luglio 2014, ha ritenuto corretto assoggettare i proventi di tali organismi con la ritenuta di cui all’art. 10-ter comma 2 della L. 77/83.

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