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Trasparenza di P.A. e società partecipate e controllate strumento chiave nell’emergenza

/ REDAZIONE

Giovedì, 30 aprile 2020

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La “trasparenza” delle pubbliche amministrazioni e delle società controllate o partecipate da enti pubblici può essere uno dei termini chiave per interpretare e affrontare l’emergenza che stiamo vivendo.
A tale proposito, l’Autorità nazionale anticorruzione ha pubblicato ieri, nella sezione “Rapporti e studi” del proprio sito internet, un intervento intitolato “La trasparenza come risposta all’emergenza”, evidenziando come la crisi pandemica sia in misura non secondaria una crisi frutto dell’opacità nelle comunicazioni e nella conoscenza della realtà dei fatti. “Proprio la scarsa trasparenza nella prima fase di diffusione del virus si ritiene abbia contribuito a favorirne la diffusione e reso meno agevole il suo contenimento a livello internazionale. Così come si segnala da più parti l’esigenza di disporre di dati completi, aggiornati, raffrontabili, o comunque di tutti i dati disponibili con il massimo livello di dettaglio e di granularità”.

Va ricordato che la disciplina sulla trasparenza è strettamente correlata all’anticorruzione ed è disciplinata dalla L. 190/2012 e dal DLgs. 33/2013 (come in gran parte modificato dal DLgs. 97/2016). Essa si traduce in una serie di oneri e obblighi in capo a enti pubblici ed enti partecipati, tra cui, in particolare, la necessità di pubblicazione di un’ampia serie di informazioni e dati che vengono stabiliti dalle norme citati e sono meglio declinati – per le società e gli enti privati controllati dalla P.A. – in una tabella allegata alle specifiche Linee Guida (determina ANAC n. 1134/2017). Oltre a ciò, sono previste modalità di accesso civico, specifico o generalizzato, attraverso cui ciascun cittadino può richiedere l’invio di ulteriori informazioni (salvo gli specifici limiti previsti dagli artt. 5 e 5-bis del DLgs. 33/2013).

Il documento pubblicato dall’ANAC argomenta – da un punto di vista politico e giuridico – come tale principio possa essere letto anche come antidoto alla concentrazione di potere e come strumento di riequilibrio a fronte del ruolo crescente che assumono le autorità chiamate a gestire una situazione contingibile e urgente di dimensione straordinaria.

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