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Domenica, 9 agosto 2020

NOTIZIE IN BREVE

Trattamento integrativo riconosciuto in via automatica dal sostituto d’imposta

/ REDAZIONE

Venerdì, 3 luglio 2020

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Con la circolare n. 18 pubblicata ieri, la Fondazione Studi Consulenti del Lavoro analizza il c.d. “trattamento integrativo della retribuzione”, introdotto dal DL 3/2020, conv. L. 21/2020, al fine di ridurre la pressione fiscale sul lavoro dipendente (abrogando il c.d. “bonus Renzi”).

In particolare, l’art. 1 del citato decreto riconosce in favore dei lavoratori che percepiscono redditi di lavoro dipendente (di cui all’art. 49 del TUIR, con esclusione di quelli indicati dal comma 2 lett. a) e redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente (ex art. 50 comma 1 lett. a), b), c), c-bis), d), h-bis) e l) del TUIR), qualora l’imposta lorda sia di importo superiore a quello della detrazione spettante ai sensi dell’art. 13 comma 1 del TUIR, una somma a titolo di trattamento integrativo di importo pari a 600 euro per l’anno 2020 e a 1.200 euro a decorrere dall’anno 2021 (100 euro mensili). Ai fini del riconoscimento del trattamento il reddito complessivo non deve essere superiore a 28.000 euro.
L’importo è comunque rapportato al periodo di lavoro e spetta per le prestazioni rese dal 1° luglio 2020.

Sono i sostituti d’imposta che riconoscono in via automatica il trattamento integrativo, compensando il credito maturato per effetto dell’erogazione del trattamento in questione mediante l’istituto della compensazione, i cui codici sono stati definiti dall’Agenzia delle Entrate con la ris. n. 35/2020 (si veda “I sostituti d’imposta possono compensare in F24 il credito tributo per il trattamento integrativo ai dipendenti” del 27 giugno).

Per gli stessi soggetti sopra indicati, l’art. 2 introduce un’ulteriore detrazione dall’imposta lorda qualora il reddito complessivo sia superiore a 28.000 euro e inferiore a 40.000 euro. La detrazione viene riconosciuta per le prestazioni rese dal 1° luglio 2020 al 31 dicembre 2020.

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