La sospensione dell’esclusione del socio perde efficacia se il giudizio di merito si estingue
La Cassazione, nell’ordinanza n. 10986, depositata ieri, ha precisato che la sospensione della delibera assembleare di esclusione del socio, disposta in via cautelare, ha natura conservativa, mirando a evitare – attraverso un provvisorio ripristino del rapporto societario che impedisca che i diritti del socio vengano definitivamente compromessi, non percependo eventuali utili, né potendo influire, ove si tratti di società di persone, sulla relativa amministrazione e gestione – che la durata del processo possa incidere irreversibilmente sulla posizione del socio stesso.
Di conseguenza, ove il giudizio di merito concernente l’impugnazione della delibera di esclusione si estingua, il provvedimento cautelare di sospensione perde la sua efficacia (cfr. Cass. n. 24939/2019).
La decisione della Cassazione, inoltre, ribadisce che l’annullamento della delibera assembleare di esclusione di un socio, in esito all’opposizione ex art. 2287 comma 2 c.c., presentando natura costitutiva, opera ex tunc, ricostituendo lo status di socio dalla pronuncia, ma con effetto retroattivo quanto alle conseguenze, comportando la reintegrazione del socio stesso nella sua posizione anteriore e nella pienezza dei diritti da essa derivati (cfr. Cass. n. 6829/2014).
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