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Venerdì, 7 maggio 2021 - Aggiornato alle 6.00

CONTABILITÀ

Moratoria dei mutui con ricalcolo del costo ammortizzato

Il valore contabile del debito rideterminato deve essere rettificato dei nuovi costi di transazione

/ Alessandro SAVOIA

Martedì, 4 maggio 2021

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Nel corso del 2020, al fine di dare sostegno finanziario alle imprese impattate dagli effetti della pandemia da COVID-19, si sono susseguiti vari provvedimenti, alcuni di iniziativa privata, quali i vari addenda dell’Accordo per il credito 2019 convenuti tra l’ABI e le associazioni di rappresentanza delle imprese, altri contenuti nella legislazione emergenziale (si pensi, in particolare, all’art. 56 del DL 18/2020, c.d. “Cura Italia”).

Tra le tante iniziative, hanno trovato ampia diffusione nel mondo delle imprese le moratorie dei mutui, attraverso le quali è stato sospeso il pagamento nei confronti delle banche della quota capitale, o dell’intera rata, dei finanziamenti ricevuti.
A fronte dell’evidente beneficio finanziario, il Conto economico delle imprese continuerà tuttavia ad evidenziare gli effetti economici correlati all’esistenza di un debito produttivo di interessi.

È già stato evidenziato in queste colonne l’impatto della moratoria dei mutui sui bilanci delle imprese che valutano i debiti senza fare ricorso al criterio del costo ammortizzato (si veda “La moratoria sui mutui non produce benefici sul Conto economico 2020” del 19 gennaio 2021).

Merita tuttavia attenzione comprendere gli effetti della moratoria anche nei casi di debiti valutati con il costo ammortizzato.
L’ipotesi in questione deve essere trattata facendo riferimento alla fattispecie della modifica non sostanziale dell’accordo contrattuale di cui al § 73B dell’OIC 19, il quale prevede che, quando non interviene l’eliminazione contabile del debito (perché non vi è una variazione sostanziale dei termini contrattuali), si deve applicare il § 61. In tal caso, i costi di transazione sostenuti rettificano il valore contabile del debito e sono ammortizzati lungo la durata del debito.

Il richiamato § 61 prevede a sua volta che se, successivamente alla rilevazione iniziale, la società rivede le proprie stime di flussi finanziari futuri, come avviene appunto con la modifica del piano di rimborso conseguente alla moratoria, essa deve rettificare il valore contabile del debito per tenere conto dei nuovi flussi finanziari stimati.
La società deve pertanto ricalcolare il valore contabile del debito alla data di revisione della stima dei flussi finanziari, attualizzando i nuovi flussi finanziari attraverso l’originario tasso di interesse effettivo (TIE).

La differenza tra il valore attuale del debito così rideterminato e il suo precedente valore contabile è rilevata a Conto economico negli oneri o nei proventi finanziari.
Tipicamente, in un’operazione di moratoria di un finanziamento, questa differenza assumerà un valore positivo, e ciò rappresenterà il beneficio conseguito dal debitore per effetto della sospensione, e del conseguente posticipo, dei pagamenti.

In termini contabili, l’impatto della moratoria dei debiti valutati al costo ammortizzato non si esaurisce qui.
Al § 73B l’OIC evidenzia, infatti, sia la problematica della rideterminazione dei flussi, che normalmente avviene in sede di valutazioni successive del debito ed è disciplinata al § 61, sia quella del sostenimento di eventuali costi di transazione in presenza di attualizzazione, la quale è invece affrontata al § 50 in sede di rilevazione iniziale del debito.

Tenuto conto delle indicazioni contenute nell’OIC 19 e degli ulteriori chiarimenti forniti dal CNDCEC nel documento del dicembre 2018, è possibile delineare la procedura da seguire per la rilevazione contabile degli effetti della moratoria del debito, e il trattamento da riservare agli eventuali connessi oneri di transazione, come segue:
- dapprima si determina il valore attuale dei flussi finanziari futuri post moratoria attraverso il TIE originario;
- si rileva quindi a Conto economico la differenza tra il valore attuale dei flussi post moratoria e il precedente valore contabile del debito;
- si procede poi a rettificare il valore contabile del debito rideterminato con gli eventuali nuovi costi di transazione sostenuti per beneficiare della moratoria;
- si determina infine il nuovo TIE, che terrà conto dei nuovi costi di transazione e che permetterà di ammortizzare tali costi lungo la durata residua del debito post moratoria.

Va infine ricordato un ulteriore impatto contabile che potrebbe conseguire alla moratoria dei debiti.
In taluni casi, infatti, le imprese potrebbero avere originariamente abbinato ai contratti di mutuo oggetto di moratoria degli strumenti derivati, al fine di coprirsi, ad esempio, da eventuali incrementi dei tassi di interesse.

In tal caso, il redattore di bilancio dovrà verificare la persistenza della relazione di copertura e, in caso di cambiamenti significativi nella relazione economica tra elemento coperto e strumento di copertura oppure di incremento significativo del rischio di credito, dovrà applicare le regole di cessazione di una relazione di copertura previste dall’OIC 32.

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