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Venerdì, 7 maggio 2021 - Aggiornato alle 6.00

FISCO

Cedolare secca, misura delle rate di acconto non aggiornata in REDDITI PF

Non viene dato conto della modifica che, dall’anno scorso, interessa i soggetti ISA

/ Luca FORNERO

Mercoledì, 5 maggio 2021

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Le recenti modifiche al modello REDDITI 2021 PF e alle relative istruzioni hanno consentito di porre rimedio all’inziale mancato aggiornamento della misura dell’acconto della cedolare secca (di cui all’art. 3 del DLgs. 23/2011).
Si ricorda, infatti, che, in seguito alle novità a suo tempo introdotte dall’art. 1 comma 1127 della L. 145/2018 (legge di bilancio 2019), dal 2021 la suddetta misura viene allineata a quella dell’IRPEF e delle altre imposte sostitutive (es. regimi di vantaggio e forfetario), passando dal 95% al 100%.

Dove, invece, le istruzioni seguitano a rimanere “indietro” è con riferimento alla misura delle rate, posto che pare non essere fatto il minimo cenno alla modifica che, già dal 2020, interessa i c.d. soggetti ISA.

Infatti, l’art. 58 del DL 124/2019 (conv. L. 157/2019) ha mutato, a regime, la misura della prima e seconda rata degli acconti dell’IRPEF, dell’IRES, dell’IRAP e delle relative addizionali e imposte sostitutive, dovuti dai contribuenti soggetti agli indici sintetici di affidabilità fiscale (ISA).
In luogo del 40% (prima rata) e 60% (seconda rata) dell’importo complessivamente dovuto, dal 2020 occorre versare due rate di pari importo (ognuna del 50%). La disposizione ha avuto effetto anche sul 2019, con una riduzione, di fatto, della misura dell’acconto complessivamente dovuto al 90% (85,5% per la cedolare secca).

La novità interessa soltanto i soggetti che esercitano attività economiche per le quali sono stati approvati gli indici sintetici di affidabilità fiscale o che dichiarano “per trasparenza” redditi di tali soggetti (di cui all’art. 12-quinquies commi 3 e 4 del DL 34/2019). In pratica, si tratta di quei contribuenti che, contestualmente (ris. Agenzia delle Entrate nn. 93/2019 e 64/2019):
- esercitano attività d’impresa o di lavoro autonomo per le quali sono stati approvati gli ISA, a prescindere dal fatto che tale metodologa statistica sia stata concretamente applicata;
- dichiarano ricavi o compensi di ammontare non superiore al limite stabilito, per ciascun ISA, dal relativo decreto ministeriale di approvazione (attualmente pari a 5.164.569 euro).

Ricorrendo tali condizioni, risultano interessati dalla modifica anche i contribuenti che:
- partecipano a società, associazioni e imprese con i suddetti requisiti e devono dichiarare redditi “per trasparenza”, ai sensi degli artt. 5, 115 e 116 del TUIR;
- applicano il regime forfetario di cui all’art. 1 comma 54 ss. della L. 190/2014;
- applicano il regime di vantaggio di cui all’art. 27 commi 1 e 2 del DL 98/2011;
- determinano il reddito con altre tipologie di criteri forfetari;
- ricadono nelle altre cause di esclusione dagli ISA.

Quanto al profilo oggettivo, per espressa previsione dell’art. 58 del DL 124/2019, la nuova misura delle rate si applica agli acconti dell’IRPEF, dell’IRES e dell’IRAP.

Peraltro, come chiarito dalla citata ris. n. 93/2019, la stessa si estende anche alle imposte sostitutive delle imposte sui redditi e dell’IRAP dovute dai contribuenti che si avvalgono di forme di determinazione del reddito con criteri forfetari, oppure per le quali si applicano i criteri IRPEF di versamento dell’acconto.

Si tratta, in particolare, delle seguenti imposte sostitutive e patrimoniali:
- la cedolare secca;
- I’IVAFE (di cui all’art. 19 commi 18-22 del DL 201/2011);
- l’IVIE (di cui all’art. 19 comma 13-17 del DL 201/2011).

Sarebbe, quindi, auspicabile che, in uno dei prossimi interventi correttivi, venga aggiornata anche la suddetta misura.

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