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In extremis la conservazione «massiva» delle fatture elettroniche

/ REDAZIONE

Martedì, 8 giugno 2021

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La nuova funzionalità, che consente di portare in conservazione in modo “massivo” le fatture elettroniche transitate mediante Sistema di Interscambio anche a partire da una data antecedente all’adesione al servizio gratuito dell’Agenzia delle Entrate (si veda “Possibile la conservazione «massiva» delle fatture elettroniche ante adesione” del 5 giugno), giunge “incredibilmente” solo a pochi giorni dalla scadenza del termine per la conservazione delle e-fatture relative al 2019 (10 giugno 2021), quando i soggetti interessati, “nella stragrande maggioranza”, vi hanno già provveduto, “chi ricorrendo ai servizi delle software house, chi impiegando direttamente ore di lavoro per il caricamento manuale dei documenti attraverso procedure che sin dall’inizio si sono contraddistinte per la farraginosità, con un sistema che imponeva addirittura limiti giornalieri agli invii e al numero dei documenti caricabili”. Così si è espressa l’Associazione nazionale commercialisti in un comunicato stampa diffuso nella giornata di ieri.

L’ANC sottolinea come la facoltà di conservazione “massiva” delle e-fatture, che consente di adempiere più semplicemente all’obbligo, sia stata realizzata con una “tempistica che di fatto annulla o comunque minimizza il beneficio per contribuenti e professionisti”.
Pur riconoscendo il fatto che quanto sostenuto e richiesto dall’Associazione abbia trovato ascolto e accoglimento da parte dell’Amministrazione finanziaria, il Presidente Marco Cuchel chiede che l’Agenzia delle Entrate chiarisca i “motivi che non hanno permesso di disporre prima della nuova funzionalità”, posto che essa avrebbe consentito di “semplificare non poco la vita a professionisti e aziende”.

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