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Sabato, 22 gennaio 2022 - Aggiornato alle 6.00

NOTIZIE IN BREVE

Compensazioni IVA infragruppo con garanzia diretta della controllante civilistica

/ REDAZIONE

Martedì, 20 luglio 2021

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Con la risposta a interpello n. 484 di ieri, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che la società non residente identificata ai fini IVA in Italia, che agisce come controllante nella liquidazione IVA di gruppo, ma che non è capogruppo ai fini civilistici e non redige il bilancio consolidato, né deposita quello redatto dalla capogruppo, non può prestare garanzia mediante assunzione diretta dell’obbligazione di pagamento, ex art. 38-bis comma 5 del DPR 633/72, per le eccedenze di credito IVA del 2019 compensate nel 2020 all’interno della procedura.

Secondo quanto già rilevato dalla prassi amministrativa, infatti, l’art. 38-bis comma 5 citato, prevedendo che, per i gruppi societari con patrimonio risultante dal bilancio consolidato oltre i 250 milioni di euro, la garanzia possa essere prestata mediante assunzione diretta dell’obbligazione di pagamento da parte della capogruppo o controllante ex art. 2359 c.c., fa riferimento al soggetto tenuto alla redazione del bilancio consolidato (C.M. n. 164/98), ossia alla società posta al vertice del gruppo.

Nel caso dell’IVA di gruppo, se non vi è coincidenza tra la capogruppo ai fini del bilancio consolidato e la controllante IVA, la garanzia può essere prestata “direttamente” da quest’ultima solo quando essa è a sua volta obbligata alla presentazione di un bilancio consolidato.

Nel caso specifico, tale possibilità viene esclusa poiché la controllante IVA è a sua volta controllata da un’altra società, Beta, e non presenta il bilancio consolidato. Si precisa, tuttavia, che Beta potrà prestare garanzia “direttamente” per le eccedenze a credito in argomento qualora sia la capogruppo di vertice e rediga un bilancio consolidato con patrimonio oltre 250 milioni di euro che tenga conto di tutte le partecipanti alla procedura.

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