Non imponibilità IVA delle cessioni intracomunitarie riformata
Il Consiglio dei Ministri del 28 ottobre 2021 ha, tra l’altro, completato l’iter di attuazione della direttiva 2018/1910/Ue, in merito ad alcune disposizioni di applicazione dell’IVA negli scambi intraunionali.
È stato, infatti, approvato in via definitiva il corrispondente decreto legislativo, come emerge dal comunicato stampa diffuso ieri dallo stesso Consiglio dei Ministri.
La disciplina di cui trattasi riguarda l’integrazione di alcune disposizioni del DL 331/93 concernenti le cessioni e gli acquisti intra-Ue di beni.
In particolare, sono introdotte nell’ordinamento nazionali due nuove condizioni in merito alla non imponibilità IVA delle cessioni intracomunitarie, vale a dire la comunicazione al cedente del numero identificativo del cessionario (attribuitogli da un altro Stato membro) e la compilazione degli elenchi INTRASTAT da parte del cedente.
Inoltre, con l’approvazione definitiva del DLgs. in argomento, nell’ordinamento nazionale viene introdotta la disciplina armonizzata per le operazioni in regime di “call-off stock” di cui all’art. 17-bis della direttiva 2006/112/Ce, sia per quanto concerne gli acquisti che per quanto concerne le cessioni.
Il decreto individua, altresì, per le c.d. “operazioni a catena” la cessione di beni che, tra quelle della “catena”, deve considerarsi come avente natura intracomunitaria e, in quanto tale, non imponibile ai fini IVA.
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