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La registrazione di colloqui in azienda può essere lecita

/ REDAZIONE

Mercoledì, 3 novembre 2021

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Il lavoratore può registrare una conversazione con i colleghi o con il proprio superiore per tutelare la propria posizione all’interno dell’azienda. Lo ha ricordato la Corte di Cassazione con la sentenza n. 31204 depositata ieri, 2 novembre 2021.

Nello specifico un lavoratore si era rifiutato di partecipare a un corso di formazione obbligatorio, per il quale non aveva ricevuto un congruo preavviso e che si sarebbe svolto in un orario diverso da quello ordinario e in una località a oltre cento chilometri dal luogo di lavoro abituale.
Il dipendente, per ciò che in tal sede rileva, aveva quindi registrato una conversazione sul posto di lavoro con i colleghi e il superiore, in occasione della quale aveva esposto le ragioni del rifiuto opposto.
Era seguito il licenziamento per giusta causa: tra le ragioni poste a fondamento del recesso figurava la violazione del diritto alla riservatezza dei colleghi, non scriminata dalla tutela giurisdizionale di un diritto del lavoratore in assenza della sua attualità.

I giudici di legittimità, richiamando un precedente orientamento (cfr. Cass. 10 maggio 2018 n. 11322), hanno affermato che tale registrazione non poteva considerarsi illegittima, in quanto l’utilizzo a fini difensivi di colloqui tra il lavoratore e i colleghi, sul posto di lavoro, non richiede il consenso dei presenti quando la finalità della registrazione consista nel tutelare la propria posizione all’interno dell’azienda e nella precostituzione di un mezzo di prova (dalla mancata partecipazione al corso, in questo caso obbligatorio, sarebbe infatti potuta conseguire una contestazione disciplinare, con conseguente necessità per il lavoratore di documentare il colloquio a sua difesa).


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