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Il consorzio opera nell’ambito di un mandato senza rappresentanza

/ REDAZIONE

Mercoledì, 27 luglio 2022

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Le prestazioni rese da un consorzio, costituito da società aggiudicatarie di una gara di appalto al fine di gestire l’esecuzione delle prestazioni correlate allo stesso, sono svolte nell’ambito di un mandato senza rappresentanza. Alle somme che vengono addebitate dalla società consortile alle consorziate si applica, pertanto, la disciplina di cui all’art. 3 comma 3 del DPR 633/72, secondo cui “Le prestazioni di servizi rese o ricevute dai mandatari senza rappresentanza sono considerate prestazioni di servizi anche nei rapporti tra il mandante e il mandatario”.
È questo, in sintesi, il principio contenuto nella risposta a interpello n. 390, pubblicata ieri dall’Agenzia delle Entrate.

Il caso concerne tre società facenti parte di un Raggruppamento temporaneo di imprese (RTI), che, avendo partecipato a una gara di appalto per l’affidamento di servizi di pulizia e sanificazione per le aziende del Servizio sanitario di una Regione, vorrebbero costituire una società consortile per l’affidamento dell’esecuzione dei lavori, “senza che ciò costituisca ad alcun effetto subappalto o cessione del contratto” (art. 93 del DPR 207/2010).

L’Agenzia, richiamando gli artt. 1703 e 1705 c.c., sottolinea come nel caso di specie si possa ritenere configurabile un rapporto di mandato senza rappresentanza fra i consorziati e la società consortile. Pertanto quest’ultima, nell’addebitare alle consorziate i costi sostenuti per l’esecuzione dell’appalto applicherà, in linea di principio, il regime IVA previsto per i servizi acquistati, sulla base dei contratti stipulati con aziende terze. Le consorziate, a loro volta, fattureranno alla stazione appaltante i corrispettivi dell’appalto con l’aliquota IVA propria delle operazioni rese dalla società consortile.

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