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Domenica, 27 novembre 2022

LETTERE

Una riforma fiscale efficace deve indicare i benefici a cui poter accedere

Giovedì, 13 ottobre 2022

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Spettabile Redazione,
si parla tanto di riforme, di semplificazioni e di aiuti alle imprese.
Con tutti i decreti “Semplificazioni” che si sono susseguiti negli anni, dovremmo avere oggi un Fisco semplicissimo, ma non è così.
Ho pensato allora a quali requisiti dovrebbe avere una buona normativa fiscale che aiuti davvero le imprese.

Storicamente, gran parte delle norme, soprattutto fiscali, si sono fondate su due pilastri.
Il primo pilastro è la leva della paura. Vi ricordate gli studi di settore? Chi non raggiungeva determinate soglie di fatturato sarebbe stato soggetto ad accertamento e, quindi, a sanzioni.
Il secondo pilastro è la negazione. L’imprenditore non può scaricare tutti i costi dell’auto che utilizza, non può dedurre tutti i costi telefonici, il professionista non può scaricare le spese di formazione... Insomma, un continuo “no”.

Ma, perché una riforma sia efficace, deve fare leva sulle motivazioni di chi deve rispettarla.
Gli esseri umani, infatti, agiscono e prendono decisioni perché mossi da due leve: il piacere oppure il dolore.
In PNL, programmazione neurolinguistica, si parla di “LEVA VERSO” e “LEVA VIA DA”.
La “leva verso” è la leva che ci spinge a raggiungere qualcosa. Questa leva è mossa dalla motivazione, tipica di chi fa le cose per raggiungere un piacere o un obiettivo.
La “leva via da” è la leva che ci spinge ad allontanarci da qualcosa, tipica di chi agisce per paura, chi fa le cose per risolvere un problema o per evitare un dolore.

Secondo voi qual è la leva che spinge gli imprenditori? Gli imprenditori non hanno paura, sono visionari, guardano al futuro e pensano agli obiettivi da raggiungere e sono mossi da una ossessione: il margine! Pertanto, la leva che spinge gli imprenditori ad agire è la “leva verso”.
La riforma che parla agli imprenditori può essere quella riforma che prevede meccanismi premiali per chi raggiunge certi livelli di fatturato e non quella che prevede sanzioni se questi livelli non sono raggiunti, come succedeva per gli studi di settore!

Oltre alla giusta leva motivazionale, una riforma efficace deve parlare il linguaggio degli imprenditori.
Il sistema nervoso umano non è strutturato per elaborare le negazioni.
Se ti dico di “non pensare a un asino che vola”, probabilmente non ubbidisci... Avrai pensato proprio a ciò che ti ho detto di non fare!
Questo succede perché l’uomo ragiona per immagini; la negazione non esiste perché non la puoi immaginare. Devi prima pensare e poi cancellare, ma ormai è troppo tardi!
La riforma che parla con il linguaggio degli imprenditori è quella che dice i benefici e gli obiettivi a cui puoi accedere, non quella del no che dice cosa non bisogna fare.


Marco Mancini
Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Torino


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