Gli iscritti alla Cassa Forense devono versare il contributo minimo integrativo per il 2023
Il TAR Lazio, con la sentenza n. 18854 pubblicata ieri, ha respinto il ricorso proposto dalla Cassa Forense avverso il provvedimento con cui i Ministeri Vigilanti avevano imposto la riscossione del contributo minimo integrativo per il 2023.
Pertanto, come si legge nella notizia pubblicata sul sito della Cassa, tale contributo, di importo pari a 805 euro, in scadenza il 31 dicembre 2023, verrà posto in riscossione a decorrere dal 19 dicembre a mezzo PagoPa.
Il provvedimento impugnato, reso dalle Amministrazioni Vigilanti con nota n. 1509/2023, negava ex art. 3 comma 2 del DLgs. 509/94 l’approvazione alla Delibera n. 24, adottata il 16 settembre 2022 dal Comitato dei Delegati della Cassa Forense, consistente in una proroga, anche per il 2023, della temporanea soppressione del contributo integrativo minimo a carico degli iscritti (fermo restando il pagamento del contributo integrativo nella misura del 4% sull’effettivo volume d’affari IVA dichiarato). Detta proroga trovava giustificazione nell’esenzione dal versamento del contributo minimo integrativo disposta dal Regolamento unico della previdenza forense per gli anni 2018-2022, nonché nella necessità di armonizzare la materia in base a quanto previsto nella riforma previdenziale approvata dal Comitato dei Delegati il 28 ottobre 2022, con entrata in vigore prevista per il 1° gennaio 2024.
Il TAR, ritenendo infondate le difese dell’Ente previdenziale, ha in particolare condiviso il rilievo del Ministero dell’Economia secondo cui la Delibera determinerebbe effetti negativi sui saldi di finanza pubblica in termini di minori entrate contributive, considerato che gli enti nazionali di previdenza e assistenza, anche ove operanti in regime di diritto privato (come nel caso di specie), sono ricompresi nell’elenco delle amministrazioni pubbliche (lista S13) definito dall’ISTAT, precisando che lo Stato è tenuto a garantire la copertura assicurativa e previdenziale all’intera popolazione, inclusi i professionisti iscritti alle Casse privatizzate.
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