ANC: «L’operazione precompilata è un fallimento»
L’intenzione del Governo di implementare ulteriormente le precompilate con la dichiarazione IVA, i registri IVA e la dichiarazione dei redditi per le attività economiche è “una scelta che appare del tutto incomprensibile alla luce dei dati sui 730 precompilati, che dimostrano il fallimento dell’iniziativa”.
In un comunicato stampa diffuso ieri, il Presidente dell’Associazione nazionale commercialisti, Marco Cuchel, torna a parlare della necessità di “abbandonare l’operazione precompilata, anche in ragione dei costi diretti e indiretti che comporta”. A suffragare tale tesi, i dati forniti dalla Corte dei Conti nella Relazione sul Rendiconto generale dello Stato 2022 e citati dalla stessa ANC: “Nell’ultimo quinquennio – si legge nella nota stampa –, su oltre 23 milioni di dichiarazioni 730, poco più del 17% sono quelle trasmesse direttamente dal contribuente, che nella maggior parte dei casi ha comunque integrato o modificato la propria dichiarazione. Nel corso del 2022 si è registrata addirittura una flessione del numero delle dichiarazioni trasmesse direttamente dal contribuente, la crescita degli invii effettuati tramite i professionisti intermediari e i CAF è stata invece costante negli anni, con una quota che corrisponde a poco meno dell’85%”.
Secondo Cuchel, l’unica soluzione in grado di favorire la compliance sarebbe quella di “mettere tutti i dati di cui il Fisco è in possesso a disposizione dei contribuenti e dei commercialisti che li assistono nella forma analitica. In questo modo, verrebbe favorita la regolarizzazione spontanea e anche la correzione dei dati in possesso dell’Amministrazione finanziaria”.
Da rivedere anche la gestione delle comunicazioni derivanti dai controlli automatizzati. I dati sulle comunicazioni di irregolarità annullate o rettificate dal Fisco (poco meno di un milione nel 2022) dimostrano, per l’ANC, che il “Civis non funziona e che resta indispensabile rivolgersi gli Uffici. Non si può pensare – ha concluso Cuchel – di affidarsi a controlli interamente automatizzati. Per limitare l’incidenza degli errori, in tutte le attività di controllo è necessario che resti centrale il fattore umano”.
Vietate le riproduzioni ed estrazioni ai sensi dell’art. 70-quater della L. 633/1941