Focus di Assonime sul rinvio di plastic e sugar tax
La circ. Assonime n. 2/2024, pubblicata ieri, esamina il rinvio dell’efficacia delle discipline di “plastic tax” e “sugar tax” previste dalla L. 213/2023 (legge di bilancio 2024), a seguito di ulteriori e precedenti differimenti.
Assonime mette in luce, in particolare per l’imposta sulla plastica (più propriamente, “imposta di consumo sui manufatti realizzati con materiale plastico con singolo impiego” c.d. “MACSI”), l’assenza di un quadro giuridico in vista dell’entrata in vigore.
Si evidenzia che la disciplina della “plastic tax” avrebbe dovuto essere completata da un provvedimento del direttore dell’Agenzia delle Dogane che non è mai stato emanato. Tale provvedimento dovrebbe, tra l’altro, stabilire i criteri per l’identificazione in ambito doganale dei “MACSI” mediante l’utilizzo dei codici della nomenclatura combinata dell’Unione europea, il contenuto della dichiarazione trimestrale, le modalità per il versamento dell’imposta e le modalità di tenuta della contabilità in capo ai soggetti obbligati.
In quest’ottica, Assonime evidenzia che il rinvio al 1° luglio 2024 (dunque, di sei mesi e non di un anno, come sarebbe stato auspicabile) determina particolari difficoltà in capo agli operatori in assenza delle necessarie norme di attuazione.
Anche la disciplina della “sugar tax” è stata differita al 1° luglio 2024 da parte della L. 213/2023. Secondo Assonime, il continuo rinvio della data di decorrenza e, quindi, la difficoltà di ritenerla effettivamente applicabile, porta a riflettere sull’opportunità di mantenere il tributo nell’ordinamento tributario.
Da ultimo, è ribadito che misure di questo tipo – nel pensiero di Assonime – portano a forme discriminatorie a danno di determinati settori produttivi e, inoltre, possono sfavorire le imprese nazionali in rapporto con quelle estere che svolgono la stessa attività, con possibili effetti distorsivi sull’intera catena di produzione e distribuzione.
Vietate le riproduzioni ed estrazioni ai sensi dell’art. 70-quater della L. 633/1941