La CNPR chiude il bilancio 2025 con un utile lordo di 191 milioni
Utile al lordo di accantonamenti e rettifiche di valore di 191,07 milioni di euro e un utile netto di 84,96 milioni. Questi i numeri del bilancio consuntivo 2025 della Cassa di previdenza dei ragionieri, approvato ieri dall’Assemblea dei delegati a larga maggioranza.
Rispetto all’ultimo assestamento di bilancio, varato a novembre, il documento contabile riporta risultati più positivi, a cui hanno contribuito diversi fattori: migliori rendimenti degli investimenti finanziari; una crescita dei redditi degli associati, da cui è derivata una maggiore contribuzione sia soggettiva (+2,6 milioni) che integrativa (+2,2 milioni); la rivalutazione di alcune immobilizzazioni finanziarie per circa 2,15 milioni; e la riduzione della svalutazione dei crediti verso iscritti accertata per 51,9 euro milioni con un incremento di circa 12,4 milioni rispetto al budget, dovuto al maggior accertamento delle sanzioni e degli interessi per mancato pagamento a consuntivo.
La svalutazione appostata in bilancio include il residuo dei crediti contributivi del 2013 e ammonta complessivamente a 17,9 milioni. Il fondo svalutazione crediti verso iscritti alla fine dell’esercizio è pari a 326,05 milioni, mentre il valore dei crediti verso gli iscritti per contributi, al netto del fondo, è di 381,3 milioni di euro, a fronte dei 381,9 del 2024.
Al 31 dicembre scorso, la Cassa contava, tra attivi e pensionati attivi, 25.903 iscritti (erano 26.399 a fine 2024), a fronte della stima di 27.054 con i quali si sono stimate le entrate contributive del 2025 nel bilancio di previsione. Il minor numero di iscritti consuntivati ha comportato un minor accertamento della contribuzione che rileva a fine 2025 per 379,9 milioni a fronte dei 401,8 milioni dell’esercizio 2024. Su questo dato pesa anche il minor accertamento di sanzioni e interessi per tardivo versamento della contribuzione per 22,9 milioni.
Sul fronte delle pensioni erogate, invece, si registrano, tra dirette e indirette, 12.487 prestazioni (502 in più rispetto al 2024, +4,02%) a fronte di una stima previsionale di 12.500. il rapporto iscritti-pensionati scende a 1,72 dall’1,85 dell’anno precedente.
Quanto agli investimenti, il portafoglio ha conseguito una performance finanziaria del 7,11% con una over performance rispetto al benchmark dello 0,09%. Il portafoglio complessivo dell’ente ha conseguito un rendimento finanziario positivo del 4,90%, grazie al contributo positivo, oltre che delle gestioni patrimoniali, degli investimenti in fondi alternativi e agli altri investimenti diretti. La componente immobiliare in gestione diretta ha conseguito un rendimento lordo del 4,5% in crescita dello 0,2% rispetto al precedente esercizio.
Il patrimonio investito, a valori contabili, ha superato i 2,5 miliardi (2.576,2), a fronte di una valutazione a mercato di 2.737,2 milioni di euro. Negli ultimi 10 anni, ovvero da quando l’ente presieduto da Luigi Pagliuca ha deciso di affidare la gestione degli investimenti a gestori selezionati mediante gara europea, il rendimento finanziario è stato pari a +55,58% a fronte del rendimento del benchmark dell’AAS che registra da inizio mandato un +59,43%.
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