Per la dichiarazione RED 2023 il termine ultimo è il 15 settembre 2026
Con il messaggio n. 2394, pubblicato ieri, l’INPS è intervenuto con riferimento alla campagna di verifica reddituale RED 2023, riferita all’anno 2022 e conclusasi il 31 marzo 2025, illustrando gli adempimenti conseguenti alla mancata presentazione delle dichiarazioni da parte dei pensionati interessati.
Sul punto, si ricorda come l’art. 35 comma 10-bis del DL 207/2008 richieda ai titolari di prestazioni collegate al reddito di comunicare all’INPS i redditi rilevanti ai fini della prestazione, qualora tali dati non siano già integralmente dichiarati all’Amministrazione finanziaria. In caso di mancata comunicazione nei termini stabiliti, la prestazione è sospesa. Decorso il termine di 60 giorni dalla sospensione senza che l’interessato abbia trasmesso la comunicazione in argomento, la prestazione è revocata in via definitiva.
Per quanto riguarda la sospensione, l’INPS precisa che troverà applicazione una trattenuta pari al 5% dell’imponibile pensionistico lordo del mese di luglio 2026, da effettuare sui ratei di pensione di agosto e settembre 2026. Per le pensioni di importo mensile non superiore a 100 euro non sarà applicata alcuna trattenuta.
Con l’occasione si rende noto che il 15 settembre 2026 rappresenta il termine ultimo per la presentazione della dichiarazione reddituale relativa all’anno 2022.
Al fine di evitare la revoca della prestazione, il pensionato interessato dovrà presentare domanda di ricostituzione reddituale, indicando on line i redditi rilevanti relativi all’anno 2022.
Decorso inutilmente il termine del 15 settembre 2026, l’INPS revocherà definitivamente le prestazioni collegate al reddito riferite all’anno reddito 2022 e provvederà al recupero delle somme indebitamente corrisposte.
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