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Domenica, 24 gennaio 2021

LAVORO & PREVIDENZA

Smart working semplificato fino al termine dello stato di emergenza

Senza una proroga dal 1° febbraio 2021 occorrerà riprendere a seguire la disciplina ordinaria dettata dagli artt. 18-23 della L. 81/2017

/ Elisa TOMBARI

Mercoledì, 13 gennaio 2021

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L’eventuale proroga del termine dello stato di emergenza, attualmente fissato al 31 gennaio 2021, si riflette anche sulla modalità di gestione del rapporto di lavoro subordinato, che in quest’ultimo anno ha visto un massiccio ricorso allo smart working per far fronte alla situazione di emergenza sanitaria da COVID-19.

In particolar modo, in caso di proroga dello stato di emergenza sarà possibile continuare ad attivare la modalità di lavoro agile utilizzando la procedura semplificata, ma in caso contrario dal 1° febbraio 2021 occorrerà riprendere a seguire la disciplina ordinaria dettata dagli artt. 18-23 della L. 81/2017.

La procedura semplificata consente di attivare lo smart working, o definirne le modalità di gestione, anche senza sottoscrivere l’accordo individuale con il lavoratore, e di comunicare “massivamente” sul portale Cliclavoro i dati anagrafici dei lavoratori in smart working, con le relative date di inizio e termine di tale modalità, attraverso l’invio di un unico file excel.

L’informativa scritta nella quale si individuano i rischi generali e specifici connessi alla particolare modalità di svolgimento della prestazione (art. 22 della L. 81/2017) può inoltre essere resa ai lavoratori anche tramite e-mail, utilizzando la documentazione messa a disposizione sul sito dell’INAIL.

Il ricorso al lavoro agile, lo si ricorda, pur essendo fortemente raccomandato a più riprese nei DPCM susseguitisi nel tempo, non è un obbligo da parte del datore di lavoro e il lavoratore non può dunque pretenderne l’attivazione, se non negli specifici casi in cui ne abbia diritto per effetto di una espressa disposizione normativa, e comunque a condizione che le mansioni possano essere svolte anche da remoto. È il caso, ad esempio, dei lavoratori fragili, per i quali l’art. 1, commi 481 e 482 della L. 178/2020 (legge di bilancio 2021), modificando l’art. 26 del DL 18/2020 convertito, proroga il diritto allo smart working fino al 28 febbraio 2021.

Come anticipato, qualora lo stato di emergenza terminasse il 31 gennaio 2021 (ipotesi alquanto remota, considerato l’andamento ancora critico dei contagi), i datori di lavoro intenzionati a mantenere in smart working i propri lavoratori dovrebbero applicare la disciplina “ordinaria” dell’istituto dettata negli artt. da 18 a 23 della L. 81/2017, che consente lo svolgimento della prestazione lavorativa in modalità agile soltanto previa specifica regolamentazione per mezzo di un accordo scritto, stipulabile a tempo determinato o indeterminato contestualmente all’atto di assunzione oppure successivamente ad essa, che definisca le modalità di esecuzione della prestazione lavorativa all’esterno dei locali aziendali.

Nella disciplina ordinaria l’accordo individuale è fondamentale

In un contesto non emergenziale, l’accordo assume rilevanza centrale nell’esecuzione dell’attività lavorativa in modalità agile, in quanto finalizzato a regolare le modalità di svolgimento della prestazione lavorativa al di fuori dei locali aziendali, che può essere resa senza precisi vincoli di orario – purché entro i limiti di durata massima dell’orario di lavoro giornaliero e settimanale – o di luogo di lavoro e organizzata per fasi, cicli e obiettivi.

Tramite l’accordo individuale trovano regolamentazione anche l’esercizio del potere direttivo da parte del datore di lavoro, l’utilizzo degli strumenti di lavoro messi a disposizione del dipendente, nonché il tempo di riposo del lavoratore e le misure necessarie a garantirne il diritto alla disconnessione dalle strumentazioni di lavoro.

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