Si amplia l’ambito della rendicontazione volontaria sulla sostenibilità
L’evoluzione normativa favorisce il VSME quale standard volontario di rendicontazione
A quasi un anno dal primo Omnibus semplification package on sustainability gli obblighi di rendicontazione di sostenibilità si restringono alle imprese e gruppi che superano 1.000 dipendenti e 450 milioni di euro di fatturato, soglie fissate dal Parlamento europeo il 16 dicembre 2025 ad esito di negoziazione interistituzionale (c.d. “Trilogo”), come da modifiche alla CSRD di prossima pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea e da trasporsi negli ordinamenti nazionali entro i 12 successivi.
I report andranno predisposti in base agli ESRS semplificati di cui al parere tecnico EFRAG del 28 novembre 2025, in adozione con atto delegato entro la prima metà del 2026, mentre l’assurance (venuta meno l’opzione del passaggio a reasonable) resterà limited e includerà la disclosure Tassonomia Ue (art. 8 del Regolamento Ue 2020/852) con le semplificazioni di cui al Regolamento Ue 2026/73 del 4 luglio 2025 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale dell’Ue dell’8 gennaio 2026).
In attesa dei nuovi ESRS, le imprese wave 1 possono in base al Regolamento delegato Ue 2025/1416 dell’11 luglio 2025 (c.d. “Quick Fix”), continuare la rendicontazione nei FY 2025 e 2026 con gli stessi relief previsti nel 1° anno, salvo sospenderla se non superano le nuove soglie. Per le waves successive, obbligo dal 2027 con primo report nel 2028, a seguito del rinvio disposto dalla Direttiva Ue 2025/794 (c.d. “Stop-the-clock”), recepita in Italia con DLgs. 95/2025 conv. L. 118/2025, a modifica del DLgs. 125/2024.
Si amplia specularmente l’ambito della rendicontazione volontaria, con la raccomandazione Ue 1710/2025 del 30 luglio 2025, con cui la Commissione invita i preparer (PMI e microimprese), i fruitori (banche e catena del valore) e gli Stati membri a considerare il VSME quale standard di riferimento per le imprese con meno di 250 dipendenti. Come indicato nel considerando 15, il VSME sarà altresì preso a base dello standard volontario per le imprese tra 250 e 1.000 dipendenti (c.d. mid-caps), che sarà oggetto di specifico atto delegato.
I preparer non in scope CSRD potranno scegliere tra ESRS semplificati in via volontaria e VSME, il cui modulo base è descritto come “approccio ottimale” per le microimprese e minimun requirement per le altre, mentre il modulo onnicomprensivo diventa argine (value chain cap) contro richieste in eccesso da parte di banche e filiera. Per agevolare la diffusione del VSME, EFRAG ha pubblicato 3 Supporting Guide su specifici requisiti di informativa (C2, C3 e C7) e sviluppato strumenti digitali e tool con il coinvolgimento del mercato e stakeholder nell’ambito di un vero e proprio ecosistema. Il tutto accessibile digitalmente sul nuovo ESRS Knowlwdge Hub (https://knowledgehub.efrag.org/eng).
Il mondo bancario, a sua volta, è interessato da una crescente integrazione dei rischi ESG nella governance e nei processi di credito. Ciò a partire dal recepimento con il DLgs. 208/2025 della Direttiva 2024/1619/Ue (Capital Requirement Directive – CRD IV) e dalle linee guida EBA in vigore dall’11 gennaio 2026, con rinvio al 2027 per gli istituti piccoli e meno complessi. In vigore dal 2027 anche le Joint Guidelines on ESG stress testing emesse a gennaio dalle Authority di vigilanza europee.
Inoltre, il già citato regolamento 2026/73 si riverbera anche sulle banche con una forte riduzione dei data point (-89%) e ricalibrazione dei taxonomy-based KPI a partire dal GAR
Infine, la proposta COM(2025) 841 final del 20 novembre 2025 di revisione del Sustainable Finance Disclosure Regulation – SFDR, nel richiedere piani di transizione orientati alla tassonomia non solo ambientale ma anche sociale, introduce la dimensione dell’impatto nel sistema prudenziale bancario. Il recente quaderno di CNDCEC e FNC del 26 gennaio 2026 conferma la rilevanza della tassonomia sociale nei sistemi di governo partecipativo e democratico propri delle organizzazioni più resilienti e affidabili (si veda “Legame circolare tra tassonomia sociale, governance inclusiva e ESRS G1” del 2 febbraio 2026).
Il Tavolo per la finanza sostenibile ha pubblicato a dicembre 2025 un aggiornamento del “Dialogo di sostenibilità tra PMI e banche”, assieme a una tabella di interoperabilità con il VSME ai fini di un migliore allineamento delle informative ESG ai bisogni gestionali e di compliance delle banche. La tabella distingue le informazioni allineate (totalmente o parzialmente) al VSME da quelle rispondenti a specifiche esigenze del settore finanziario ma assenti nel VSME. Tra queste ultime, le metriche 11 e 12 circa l’allineamento alla Tassonomia Ue, pur con la nota che nel contesto di una PMI possano essere rendicontate come “stima preliminare”, nonché richieste tipiche dell’Italia quali la 10, che include la copertura dei rischi catastrofali e la 38 circa l’adozione di un “modello 231”, sempre più visto in ottica bancaria quale presidio di adeguati assetti da cui dipende la sostenibilità anche finanziaria delle PMI.
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