La cessione di terreno agricolo con struttura Raw-Land segue i redditi diversi
Rileva che la cessione avvenga entro un quinquennio dall’acquisto del fondo
Lo svolgimento di un’attività agricola, come definita dall’art. 2135 c.c., da parte, alternativamente, di una ditta individuale, società semplice o ente non commerciale, se rispetta i parametri individuati dall’art. 32 del TUIR, produce sempre, per natura, un reddito agrario.
Il reddito agrario, tuttavia, in ragione della propria natura che consiste nella “parte del reddito medio ordinario dei terreni imputabile al capitale d’esercizio e al lavoro di organizzazione impiegati nell’esercizio delle attività agricole di cui all’articolo 2135 del codice civile”, comporta che non può essere considerato omnicomprensivo con la conseguenza che l’imprenditore a volte può effettuare alcune operazioni che non trovano copertura in esso.
Tra i redditi che l’imprenditore agricolo può produrre vi sono anche i c.d. redditi diversi ovverosia quei redditi che “non costituiscono redditi di capitale ovvero se non sono conseguiti nell’esercizio di arti e professioni o di imprese commerciali o da società in nome collettivo e in accomandita semplice, né in relazione alla qualità di lavoratore dipendente”.
In passato, ad esempio, ci si era interrogati sulla natura del reddito prodotto in caso di cessione di un terreno divenuto edificabile. L’Agenzia delle Entrate, con la ris. 7 maggio 2002 n. 137 ha escluso che la plusvalenza derivante dalla cessione del terreno possa rientrare nel reddito agrario in quanto la natura edificabile “esula dal normale esercizio dell’impresa agricola e i relativi ricavi non possono ritenersi assorbiti dalla tassazione forfetaria del reddito agrario in quanto il valore economico dell’operazione è determinato proprio dalla perdita del carattere agricolo e dall’acquisizione della nuova qualificazione edificatoria del terreno, la quale risulta estranea alla determinazione della rendita catastale”.
Ne deriva che il reddito prodotto non può che essere un reddito diverso ai sensi dell’art. 67 del TUIR.
Altra fattispecie di reddito diverso che l’imprenditore agricolo produce è quello derivante, ad esempio, dalla concessione in affitto di un terreno per un uso non agricolo; parimenti, l’eventuale cessione dello stesso rientra tra le fattispecie produttive di un reddito diverso ai sensi dell’art. 67 comma 1 lett. b) del TUIR, con la conseguenza che, se posseduto da oltre un quinquennio o se pervenuto per successione non sarà mai produttivo di una plusvalenza tassabile.
A volte su tali terreni agricoli, per effetto ad esempio della concessione a imprese operanti nella telecomunicazione, risultano insistere infrastrutture di reti pubbliche di comunicazione. L’art. 43 comma 4 del DLgs. 1 agosto 2003 n. 259 (il c.d. Codice delle comunicazioni elettroniche) stabilisce che gli elementi di reti di comunicazione elettronica ad alta velocità e le altre infrastrutture di reti pubbliche di comunicazione, da chiunque posseduti, non costituiscono unità immobiliari ai sensi dell’art. 2 del DM 2 gennaio 1998 n. 28, e non rilevano ai fini della determinazione della rendita catastale.
Dell’eventuale obbligo di accatastamento di tali strutture, in quanto non rispondenti ai parametri richiesti, se ne è occupata in passato l’Agenzia delle Entrate con la circ. 8 giugno 2017 n. 18 affermando che l’analisi deve essere fatta caso per caso.
Nelle zone rurali, di prassi, tali strutture si sostanziano nelle c.d. Raw-Land, ovverosia infrastrutture “composte da elementi di sostegno delle antenne, costituiti da pali o da tralicci di altezza variabile, posizionati su un basamento di calcestruzzo armato, appositamente realizzato sul terreno” con eventuale dotazione dei necessari apparati elettronici che necessitano per un regolare funzionamento dell’impianto.
Tali strutture, a parere dell’Agenzia delle Entrate sono, in linea generale, da considerare, nel loro complesso, opere escluse dal novero delle “unità immobiliari”, fermo restando la possibilità, stante le funzioni civilistiche oltreché fiscali svolte dal Catasto, di accatastamento. In tal caso le strutture dovranno essere censite nella categoria catastale F/7 – Infrastrutture di reti pubbliche di comunicazione, senza attribuzione di rendita catastale, ma con descrizione dei caratteri specifici e della destinazione d’uso.
L’eventuale cessione del terreno agricolo sul quale sono state realizzate delle strutture Raw-Land, per effetto della natura di bene mobile di queste ultime, comporterà il mantenimento delle caratteristiche di non edificabilità con conseguente applicazione delle ordinarie regole impositive previste dall’art. 67 del TUIR. Ne deriva che l’imprenditore agricolo dovrà dichiarare un reddito diverso nel solo caso in cui la cessione avvenga entro un quinquennio dall’acquisto del fondo.
Inoltre, se l’eventuale struttura dovesse essere stata accatastata da parte del proprietario del fondo medesimo, la stessa potrà essere considerata quale pertinenza del fondo ai sensi di quanto previsto dall’art. 817 c.c.
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